L’inceneritore manda in fumo i rapporti tra Busto e Legnano

BUSTO ARSIZIO Accam, la convenzione passa ma è rottura con l’Alto Milanese. E anche con la vicina di casa Castellanza. Il documento passa per il rotto della cuffia (vota sì il 35,9 % delle quote e no il 30,6%, mentre Busto resta esclusa per conflitto d’interessi) . Stavolta i dubbi ce li hanno i Comuni soci: è Legnano a guidare la fronda degli scettici che dicono no convenzione appena votata dal consiglio comunale di Busto Arsizio. «Accam ingestibile, vendiamola». E’ la proposta-choc del sindaco della città del Palio Lorenzo Vitali, che boccia su tutta la linea le

«clausole folli e illogiche» contenute nel documento proposto all’assemblea. Nel mirino gli 10,75 milioni di indennizzo a Busto per la concessione del diritto di superficie («cifra esagerata») ma anche i vincoli sulla raccolta differenziata e soprattutto la clausola d’uscita in caso di rescissione anticipata. In definitiva Vitali ammette di «non credere più a questa società, che da 15 anni dimostra di non essere in grado di gestire impianti che nel resto del mondo sono una miniera d’oro», mentre il collega di San Giorgio è ancor più netto: «Busto non vuole più l’impianto. Meglio rifarlo altrove». Andrea Aliverti

m.lualdi

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