Ricorso contro l’assoluzione della mamma della piccola Matilda 

Ricorso contro l’assoluzione della mamma della piccola Matilda 

BUSTO ARSIZIO E’ stata assolta per la morte della figlia, la piccola Matilda. Ma la procura generale di Torino presenta il ricorso in Cassazione: per il pg Vittorio Nessi è stata Elena Romani a provocare la morte della piccola – sepolta a Busto – a Roasio il 2 luglio 2005, e non il convivente della donna, Antonio Cangialosi. Il magistrato, nelle 115 pagine del ricorso, ha suddiviso in «nove motivi» le proprie ragioni. Matilda, di 22 mesi, perse la vita nella villetta del piccolo centro della provincia di Vercelli in cui la madre e Cangialosi si erano stabiliti, con lei, da

pochi giorni. Morì per le conseguenze di un violento colpo al dorso.«Se Romani è innocente – scrive Nessi – perché continua a vivere con Cangialosi sia quando emergono i primi dubbi sia quando ormai è certo che Matilda è stata massacrata con un colpo alla schiena?». E Nessi parla di una «strategia difensiva comune».Elena Romani è stata assolta nei primi due gradi. La famiglia del papà di Matilda – i Borin noti e stimati a Busto – l’ha sempre difesa. E dopo le motivati depositate per l’assoluzione in secondo grado, l’avvocato Tiberio Massironi aveva sottolineato che “scagionavano completamente Elena”.

m.lualdi

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