Pro, la rivoluzione di Michele Padovano 

BUSTO ARSIZIO La cerimonia ufficiale per i galloni di direttore sportivo ci sarà il 1° luglio. Eppure Michele Padovano è già operativo da un quindicina di giorni in quella veste. Mancano le stellette, ma poco importa: perché gli atti, le decisioni, le scelte, sono da direttore sportivo, sia pure in pectore. Fino al 30 giugno ha la carica di consulente del presidente Antonio Tesoro. Però è costante la sua presenza agli allenamenti, tipica di un diesse le cui mansioni, tra le altre, comprende quella di fare da trait-d’union fra la squadra e la società. Come detto, in questi giorni non è rimasto con le mani in mano, mettendo a punto anche cambiamenti che hanno sorpreso per la tempistica, visto che, alla

fine della stagione, manca poco più di un mese. Non si è ancora spenta l’eco per il “licenziamento” di Gianluca Castiglioni, stimato medico sociale tigrotto da tantissimi anni. Al suo posto è arrivato Enrico Ligabue (nei suoi trascorsi anche Venezia e Torino). Lo stesso Padovano si assume la responsabilità della cacciata: «Premesso che non vi è nulla di personale nei confronti del dottor Castiglioni, mi pare naturale che quando arrivi qualcuno in una società di calcio porti le persone che conosce e delle quali ha fiducia. Mi dispiace se questa scelta – che, ci tengo a dirlo è frutto di un lavoro in pool con la società – abbia creato dei disagi personali, però fa parte delle cose di questo mondo».

e.romano

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