Roma, 26 apr. (Ap-Apcom) – Israele ha congelato i piani per le
nuove costruzioni previste a Gerusalemme Est. Lo hanno detto due
funzionari israeliani, nonostante il premier israeliano Benjamin
Netanyahu abbia dichiarato il contrario. I due hanno precisato
che la decisione è stata presa dopo la furiosa reazione di
Washington all’annuncio dello scorso 9 marzo del progetto per la
realizzazione di 1600 nuove case, dato mentre il vice presidente
Usa Joe Biden si trovava in visita in Israele per tentare di
rilanciare il processo di pace.
I palestinesi rivendicano Gerusalemme Est come capitale del loro futuro Stato, e non intendono tornare al tavolo del negoziato fino a quando Israele non fermerà le costruzioni nei quartieri ebraici del settore orientale della Città santa. Uno dei due funzionari ha detto di aver saputo da fonti del municipio di Gerusalemme che l’ufficio di Netanyahu ha dato verbalmente l’ordine di congelare le costruzioni.
Intanto si è conclusa ieri l’ultima missione in Israele
dell’inviato Usa George Mitchell, che tornerà la prossima
settimana nella regione per un nuovo round di colloqui con il
presidente palestinese Abu Mazen. Secondo quanto riporta il sito
web del quotidiano Haaretz, Netanyahu ha detto a Mitchell di
essere pronto a discutere delle questioni chiave del conflitto
israelo-palestinese (status di Gerusalemme, confini e sicurezza)
nei prossimi colloqui indiretti con i palestinesi.
In particolare, Netanyahu ha detto ieri all’emissario Usa che
sarà aperto a un “franco scambio di vedute” sui principali
dossier. Fonti nell’amministrazione Obama si sono detti a loro
volta soddisfatti per i risultati ottenuti dall’iniviato durante
la sua ultima missione. “Siamo molto incoraggiati dopo questa
visita per i probabili progressi nel processo di pace”, hanno
detto le fonti.
Plg
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