Usa/ Golfo del Messico, un rogo per fermare il petrolio


New York, 28 apr. (Apcom)
– La Guardia Costiera statunitense ha in mente la soluzione: dare fuoco alla macchia nera che si sta pericolosamente avvicinando alle coste della Louisiana, per evitare il disastro ambientale. La macchia è ormai arrivata a 32 chilometri dalle spiagge. L’operazione è già cominciata e se dovesse andare bene su piccole porzioni della chiazza si continuerà su più larga scala. Si va quindi verso un gigantesco rogo controllato, mentre la chiazza ha ormai ha raggiunto i 74.000 chilometri quadrati e una circonferenza di 970 chilometri. Ogni giorno continuano a fuoriuscire 1.000 barili di petrolio.

Vani per ora sono stati infatti i tentativi di aspirare il petrolio e di impedirgli di avvicinarsi pericolosamente alle coste della Louisiana. I robot sottomarini comandati a distanza stanno ancora cercando di tappare le due falle da cui il greggio sgorga nell’oceano. Se l’operazione dovesse fallire si tenterà di scavare un nuovo pozzo petrolifero per diminuire la pressione e per provare a gettare cemento nel giacimento. Al lavoro restano anche 32 navi, che stanno cercando di aspirare il petrolio dal Golfo del Messico, e 5 velivoli che invece stanno spruzzando sulla macchia uno spary diluente.

“Gli sforzi finora non hanno avuto successo”, ha spiegato in conferenza stampa l’ammiraglio Mary Landry, che coordina le operazioni. “Se non metteremo al sicuro il pozzo, questa diventerà la più grande fuoriuscita di greggio della storia americana”.

Nell’esplosione che ha causato l’affondamento della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, avvenuta martedì, hanno perso la vita undici persone, i cui corpi non sono stati recuperati. Diciassette i feriti, di cui quattro in gravi condizioni.

Emc-And

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