BUSTO ARSIZIO Nella notte della crisi voci di preoccupazione, ma anche di speranza. E luce nel buio della recessione è stata la veglia per il lavoro andata in scena l’altra sera nel cuore della zona industriale, alla Cavelli di via Baden Powell. La notte, è quella a cui il vicario episcopale Angelo Brizzolari invita a guardare con “realismo”. Compito dei credenti è riserrare i ranghi della comunità “e pregare, nella consapevolezza della fatica ma anche con speranza”. Portatrice di speranza è l’esperienza del Fondo famiglia e lavoro, che vede tutta la diocesi impegnata a “trasformare le parole in azioni”. E di speranza hanno parlato anche le diverse testimonianze che si sono alternate durante la veglia: quella di Carlo, impiegato del settore tessile che a cinquant’anni non ha
avuto altra scelta se non aprire la partita Iva e reinventarsi come lavoratore autonomo, quella di Patrizia, precaria da vent’anni, e quella del padrone di casa Mauro Cavelli, che vede il futuro del tessile made in Italy “nei prodotti medio alti di buona qualità, ad alto tasso di ricerca e di know-how”. Di qualche timido segnale di ripresa ha parlato anche il sindaco Gigi Farioli, dando notizia delle “quindici richieste di spazi da parte di nuove aziende in zona industriale” pervenute in Comune in queste settimane. E il prevosto di Busto Franco Agnesi ha paragonato la veglia a “una luce accesa nella notte”, dicendosi fiducioso “nello spirito d’iniziativa e nella forza d’animo dei bustocchi”. Laura Campiglioil servizio completo e tutte le voci nell’edizione di oggi
m.lualdi
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