Oltre duemila alpini in partenza per l’adunata

Oltre duemila alpini in partenza per l’adunata

VARESE Ci saranno oltre 2mila alpini della provincia di Varese all’adunata generale di Bergamo, in cui si attende un’invasione pacifica di almeno 400mila penne nere da tutta Italia. Anche le due sezioni Ana della provincia si stanno preparando per la tre giorni di festeggiamenti non-stop tra cerimonie, incontri ufficiali, fanfare, concerti di cori, grigliate e folklore. Ma soprattutto per la grande sfilata di domenica in cui gli alpini varesini sfileranno con gli oltre cento gruppi locali, sorvolati dalle Frecce Tricolori.Saranno in 1600-1800 i partecipanti dei 75 gruppi (da Laveno a Caronno Pertusella) della sezione Ana di Varese, che oggi ha un organico di 4.300 alpini quasi tutti in congedo, a cui si aggiungono 1.700 iscritti “amici”, che non hanno svolto il servizio militate: «È l’appuntamento più importante dell’associazione nazionale alpini – spiega il presidente Francesco Bertolasi – si inizia venerdì con l’alzabandiera e si finirà in serata alla domenica, dopo la sfilata a cui prenderemo parte al pomeriggio insieme alla banda di Capolago, di Bisuschio e la banda “La Baldoria” di Busto Arsizio. Tre giorni di manifestazioni, incontri, concerti». Ci saranno anche 300-400 alpini dell’altra sezione Ana in provincia, quella di Luino (1200 iscritti con 250 soci “aggregati”) e i suoi 34 gruppi nelle valli del nord: «Sfileremo con il vessillo della sezione, il gagliardetto di ogni gruppo e la banda di Bosco Montegrino – spiega il presidente Lorenzo Cordiglia – ma anche con l’immancabile

striscione “Vogliamocibene” che portiamo ad ogni manifestazione e per cui siamo conosciuti. L’adunata, nata nel 1920 con i reduci della prima guerra mondiale, oggi è un’occasione di incontro con persone che magari non si vedono da tempo, per festeggiare e bere un bicchiere insieme». Il vino certo non mancherà: «Alpino fa rima con vino – dice Cordiglia – ma non si pensi ad un gruppo di avvinazzati, è soprattutto una cerimonia ufficiale, di cui tutti si sentono parte». «E poi si beve molto meno di una volta – dice Bertolasi – c’è un po’ di baldoria in serata, ma prima dell’adunata c’è il cosiddetto “pettine”: chi non è in regola non sfila».Insieme a feste, salamella e vino, infatti, l’Associazione alpini significa soprattutto impegno, volontariato e beneficenza: «Ad esempio sono appena tornati 4 nostri iscritti dall’Abruzzo, dove hanno realizzato impianti elettrici ed idraulici per una casa per anziani, dopo il grande impegno sui luoghi del terremoto – dice Bertolasi – o come la Festa della Montagna a ferragosto, il cui ricavato è tutto per beneficenza». A proposito dell’adunata, alcuni alpini bergamaschi tra i cento che aprirono la sfilata del 1986 con la batteria del gruppo artiglieria da montagna “Bergamo” hanno lanciato un curioso appello: stanno cercando i commilitoni varesini che ne fecero parte, per invitarli all’incontro che si terrà domani alle 20 presso l’oratorio di San Tommaso a Bergamo. Per contattarli: 339 11 92 330.Piero Orlando

e.marletta

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