Deep Purple e Mannoia Emozioni in concerto

VARESE Musica per le nostre orecchie: dal sound acustico di casa nostra con Fiorella Mannoia all’hard rock inglese dei Deep Purple. E’ questo il ghiotto programma di Net Service Eventi e Spettacoli che vedrà esibirsi nella nuova veste dell’«Acoustic Tour» (al Teatro di Varese, l’11 maggio alle 21, biglietti ancora disponibili al prezzo di 51.50 e 42.50 euro, infoline 337.502362) questa interprete romana che da sempre si muove con intelligenza e autorità in un mondo di musicisti e poeti

uomini: Fiorella Mannoia. E una delle band più “rumorose “ – da Guinness dei primati – e più heavy metal della storia: gli instancabili Deep Purple. Che dopo l’ennesimo clamoroso bagno di folla in occasione del loro tour invernale tornano in Italia per il «Tour 2010» con otto concerti lungo la Penisola. Partendo proprio dallo Stadio delle Azalee di Gallarate, unica data del Nord Italia, il 21 luglio alle 21 (biglietti: posto unico al prezzo di 40 euro, infoline 337.502362).

Reduce dal successo dell’ultimo album «Ho imparato a sognare», l’interprete per eccellenza, Fiorella Mannioia è dunque pronta a bissare il riscontro dal vivo con il suo un nuovo concerto pensato per incantare i teatri italiani più importanti, rispolverando le sue canzoni e i brani dei suoi colleghi a lei più cari con una nuova versione live. Ed è così, per la prima volta in adattamento acustico, che ad un anno di distanza, Fiorella Mannoia si ripresenterà al pubblico del Teatro varesino, con la sua voce potente e la sua eleganza infinita. Sul palco insieme a lei la band composta da Lele Melotti alla batteria, Carlo Di Francesco alle percussioni, Nicola Costa alla chitarra, Fabio Valdemarin al pianoforte e Paolo Costa, impreziosita dalla collaborazione di alcuni nuovi musicisti e di un quartetto d’archi arrangiato dal maestro Marcello Siringano. In scaletta non mancheranno i classici rivistati dal nuovo gruppo, dall’immancabile «Quello che le donne non dicono» a «I treni a vapore». Poi dall’ultimo disco ci saranno le cover dei Negrita, Negramaro, Renato Zero, Tiziano Ferro e tanti altri. Tra le chicche di questa tournée spicca la presenza del brano «Lunaspina», scritto da Ivano Fossati e inserito nel disco della Mannoia del 1989 intitolato «Di terra e di vento».

La formazione dei Deep Purple con Ian Gillan alla voce, Steve Morse alla chitarra, Ian Paice alla batteria, Roger Glover al basso e Don Airey alle tastiere, dopo il sold out registrato nel tour di dicembre e il caloroso affetto dimostrato dai fans italiani, torna live anche quest’anno. E apre la tournée proprio a Gallarate, ma senza alcuna novità discografica all’orizzonte. Con nulla da promuovere o niente che debba giustificare il loro “never endig tour” se non la voglia irrefrenabile di trasmettere tutta la loro energia. I Deep, che tra l’altro hanno confermato date in aprile e maggio in Cina, Thailandia, Singapore e Australia continuano infatti a richiamare ammiratori di ogni età. Tutti rapiti

dalla vitalità e dalla forza di questa band che da più di quarant’anni permette loro di accendere la leggenda sul palco ogni sera suonando pezzi storici del rock come «Highway Star», «Mary Long», «Perfect Strangers», «Hush» o «Smoke on The Water». Quest’ultimo, un brano del 1972 che divenne il manifesto di un nuovo genere musicale, l’hard rock e per continuità l’heavy metal, con tutta una serie di varianti che probabilmente si fatica a seguire ma che di sicuro si distinguono per i loro ritmi “infernali”. D’altronde stiamo parlando del gruppo che sin dai primi anni Settanta si distaccò dai gruppi rock tradizionali calcando piuttosto la mano sulla potenza sonora degli strumenti e sui ritmi ossessivi.

Barbara Rizzo

f.tonghini

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