Klimt dopo Modigliani Gallarate città d’arte

GALLARATE «Modigliani, e poi?». Una domanda, quella sul futuro del Maga, che accomuna sia i più entusiasti che i più scettici rispetto al nuovo museo di via De Magri. I primi curiosi di capire quale sarà la prossima mostra, i secondi di vedere se sarà all’altezza di quella inaugurale.

Già, ma quale sarà la prossima mostra in programma? La decisione spetta al comitato tecnico-scientifico, un organismo presieduto dal sindaco Nicola Mucci che, da che è nata la Fondazione «Silvio Zanella», ha all’attivo tre riunioni. Ed altrettante decisioni rispetto alle mostre del futuro.

Intanto va detto che l’intenzione è quella di dar vita a due esposizioni l’anno, una in primavera, dedicata ad un grande artista contemporaneo, in grado di attirare il grande pubblico, la seconda in autunno, magari con opere meno note ma comunque di qualità.

È con questa filosofia che si è innescata una collaborazione con il «Moca», ovvero il Museum of contemporary art di Pechino. Grazie al coinvolgimento diretto del ministero dei Beni culturali, dove ancora di recente Mucci ha incontrato il responsabile del dicastero Sandro Bondi, Gallarate ospiterà una raccolta delle più importanti opere conservate all’interno del museo fondato nel 2007 da Qin Feng, artista di fama internazionale, con l’obiettivo di creare un dialogo tra l’Oriente e l’Occidente.

E se quest’ultimo progetto è ormai cosa fatta, procede verso la definizione anche la mostra della primavera del 2011. Dopo Modigliani, l’attenzione della Fondazione si è spostata a Nord, verso l’Austria. Incuranti del fatto che fino al 23 maggio di quest’anno il «Mart» di Rovereto gli stia dedicando una mostra dal titolo «Dalla scena al dipinto», gli organizzatori gallaratesi sembrano aver fatto cadere la scelta su Gustav Klimt, uno dei massimi esponenti dell’Art Nouveau, protagonista delle Secessione viennese.

Ancora da definire il progetto per l’autunno del prossimo anno, già si è cominciato a pensare alla primavera del 2012. In questo caso il nome dell’artista scelto come protagonista resta avvolto dal mistero. L’unico indizio riguarda la provenienza geografica: questa volta la bussola del Maga punta verso la Francia. E in questo caso diventa difficile fare previsioni, visto che negli ultimi due secoli Parigi è stata una delle capitali dell’arte. Anzi, a cavallo tra Otto e Novecento, i più grandi artisti hanno lavorato nella Ville Lumiére, le più importanti correnti artistiche hanno cominciato a scorrere di fianco alla Senna.

Resta, quindi, la curiosità di sapere quale sarà la mostra della primavera 2012. A minare, invece, le ragioni dello scetticismo, ci sono i numeri del botteghino, che indicano come il fine settimana del 1 maggio abbia visto 2.360 ingressi alla mostra su Modigliani. In totale, a cinquanta giorni dall’apertura, l’esposizione ha così fatto registrare la presenza di 25.000 visitatori.

Riccardo Saporiti

f.tonghini

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