Roma, 11 mag. (Apcom) – Finale in volata per le borse europee che hanno brindato all’accordo europeo per far fronte alla crisi finanziaria degli stati membri e per difendere la moneta unica. Milano volta a +11%, grazie soprattutto ai titoli bancari. Piazza Affari ha chiuso la seduta con il botto;: l’Ftse It All ha chiuso a +10,50%, l’Ftse Mib a +11,28%. In fortissimo
rialzo anche le altre borse del Vecchio continente: il Dax di Francoforte ha guadagnato il 5,30%, il Cac40 di Parigi il 9,66%, a Londra il Ftse 100 si ferma a +5,16%. E anche a Wall Street gli indici festeggiano l’accordo a difesa della stabilità dell’euro, con il Dow Jones ed il Nasdaq che nelle contrattazioni finali oscillavano tra rialzi del 3% e il 4%.
Il pacchetto varato nella notte tra domenica e lunedì dall’Ecofin prevede 500 miliardi di euro fra prestiti e garanzie di prestiti, più la possibilità di aggiungerne altri 250 da parte dell’Fmi, più gli acquisti sul mercato secondario dei titoli di Stato dei paesi ‘fragili’ dell’eurozona da parte della Banca centrale europea, e ancora gli impegni di questi stessi paesi (per ora Spagna e Portogallo) a fare sforzi aggiuntivi per consolidare i propri bilanci più in fretta e con più rigore.
L’Ecofin ha approvato la creazione di due diversi dispositivi per rispondere all’attacco dei mercati all’eurozona. Il primo è il meccanismo comunitario di stabilizzazione (prestiti da 60 miliardi di euro), gestito direttamente dalla Commissione europea e garantito dal bilancio Ue, che sarà creato sulla falsariga del dispositivo di sostegno alla bilancia dei pagamenti dei paesi non membri dell’eurozona.
Il secondo è uno strumento chiamato ‘Special purpose vehicle’, praticamente un Fondo intergovernativo di stabilizzazione, garantito bilateralmente dagli Stati dell’eurozona fino a 440 miliardi di euro, che raccoglierà sul mercato ulteriori prestiti a beneficio dei paesi dell’euro in difficoltà, sulla base di programmi triennali. A questo pacchetto si aggiungerà un contributo dell’Fmi che potrà arrivare fino alla metà dei finanziamenti dell’Ue.
Red/Bol
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