Roma, 18 mar. (Apcom) – La crisi economica internazionale ha
assestato un duro colpo anche alla Cina, ma secondo la Banca
Mondiale il gigante giallo riesce a incassare: le sue banche sono
riuscite a attraversare “illese” la tempesta finanziaria, e
Pechino dispone ancora di “abbondanti margini” per varare
“vigorose” misure di sostegno all’economia reale. Tuttavia, nel
suo aggiornamento trimestrale delle previsioni sulla Cina
l’istituzione di Washington ha rivisto al ribasso le previsioni
di crescita, indicando ora un’espansione del 6,5 per cento del
Pil per il 2009.
Un livello che risulterebbe quindi inferiore a quell’8 per cento
fissato come obiettivo 2009 dalle autorità cinesi, e recentemente
confermato dallo stesso premier Wen Jiabao.
La Cina accusa le ricadute della crisi mondiale innanzitutto
sul commercio con l’estero, con le sue esportazioni che sono
state “duramente colpite”, rileva la World Bank con un
comunicato. A risentire della congiuntura sono anche “gli
investimenti e il clima di fiducia, in particolare nel settore
manifatturiero”.
La crescita generale attesa per quest’anno, 6,5 per cento
rappresenta “un tasso significativamente inferiore al potenziale
– si legge -. Il risultante aumento della capacità produttiva in
eccesso potrebbe determinare indebolimenti degli investimenti,
meno creazione di posti di lavoro e meno migrazioni, pressioni al
ribasso sui prezzi e riorientamento dell’export verso il mercato
interno”.
Ma il quadro d’insieme mostra che permangono alcuni
significativi aspetti di forza nel gigante asiatico.
“L’aggiornamento rileva che le banche della Cina sono rimaste
ampiamente illese dalle turbolenze finanziarie internazionali –
dice la World Bank – e che l’economia può ancora contare su
abbondanti margini per mettere in opera vigorose misure di
stimolo”.
Voz
© riproduzione riservata










