Cassazione/ No a trasferte istituzionali con familiari pagate

Cassazione/ No a trasferte istituzionali con familiari pagate


Roma, 13 mag. (Apcom)
– “La Cassazione ha detto basta ai
‘furbetti’ della politica e mette in chiaro che le trasferte
vanno fatte solo per ragioni istituzionali e non per fare viaggi
con le proprie consorti e compagne. Un tour nelle capitali
europee o un week end nelle città d’arte. Viaggi personali con
moglie e compagne pagate però dallo Stato. I politici devono
mettere un freno alle trasferte effettuate con le mogli,
soprattutto per questioni non istituzionali. Per i ‘furbetti’ si
parla di truffe aggravate e falsi ideologici contestati”. Lo
rende noto Giovanni D’Agata, componente del dipartimento Tematico
nazionale ‘Tutela del Consumatore’ di IDV

“Il monito arriva dopo che la Corte si è dovuta occupare di una
serie di casi di truffe aggravate e falsi ideologici contestati
al sindaco di San Giovanni Rotondo ed ad alcuni suoi assessori,
bacchettati dalla Cassazione che con una certa frequenza se ne
andavano in viaggio con moglie e compagne a spese del Comune. Gli
illeciti – riferisce D’Agata ricostruendo la sentenza 18071 della
V Sezione penale – venivano giustificati presentando tabelle di
missione in cui indicavano spese sostenute per motivi
istituzionali dei diversi tour in svariate città d’Italia tra cui
Roma, Milano, Napoli, Firenze, Rimini e Ischia. Sindaco e
assessori ottenevano anche il rimborso delle spese dello loro
compagne di cui non dichiaravano la presenza limitandosi a
presentare fatture maggiorate in relazione al costo di viaggio e
soggiorno”.

Secondo D’Agata quella della Cassazione “è una sentenza che
costituisce un primo giro di vite contro il malcostume di alcuni
politici di approfittare di benefici legati agli incarichi
ricoperti”.

Red/Sav

132038 mag 10

Kat

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