Cassa, in Italia cala A Varese esplode

Cassa, in Italia cala A Varese esplode

VARESE In Italia la cassa integrazione ha iniziato a scendere ma a Varese no, continua ad aumentare. Se a livello nazionale il mese di aprile mostra il primo calo congiunturale nelle richieste del 2010, -5,7% rispetto a marzo, in provincia i dati Inps indicano un ulteriore rialzo del 7,2 per cento, con un vero e proprio boom della cassa in deroga.In Italia infatti le ore autorizzate di cig sono passate dai 122,6 milioni di marzo ai 115,6 milioni del mese scorso, il che fa presagire una possibile inversione di tendenza. A Varese però lo scenario è diverso. Ad aprile, complessivamente, sono state autorizzate dall’Inps 5,2 milioni di ore alle imprese della provincia contro i 4,8 milioni del mese precedente. E anche l’andamento dei diversi ammortizzatori sociali è differente rispetto al trend nazionale. Si registra un nuovo incremento dell’11% della cassa ordinaria (quella concessa in caso di congiunture sfavorevoli ma transitorie per un massimo di 52 settimane) che risale a 2,2 milioni di ore. Mentre si ridimensiona la straordinaria (che oggi consente sostanzialmente di dare continuità all’ordinaria, una volta terminata), dopo il boom dei primi mesi dell’anno, che è in discesa del 6,2%, pari a 2 milioni di ore.A stupire però è soprattutto l’esplosione della cassa in deroga – 916mila ore, il 40 per cento in più che a marzo – un ammortizzatore sociale attivato un anno fa per le imprese con meno di 15 dipendenti (o sotto i 50 nel commercio, oppure artigiane anche con più di 15), che non possono usufruire dell’ordinaria e straordinaria. Prolungata in Lombardia per tutto il 2010, lo scorso mese in provincia si contavano 1100 aziende e 6mila lavoratori

che ne avevano fatto richiesta. «La cassa in deroga può essere utilizzata anche da imprese industriali con più 15 dipendenti, se terminati tutti gli altri ammortizzatori – spiega Carmela Tascone segretario generale della Cisl Varese – ma per comprendere esattamente questo nuovo rialzo, bisognerebbe studiare l’andamento settore per settore, ricordando che queste sono solamente le ore autorizzate, quelle poi effettivamente utilizzate generalmente sono solo il 30-40%. Di certo, però, sul fronte della cassa integrazione a Varese non si nota un miglioramento e ai nostri uffici arrivano continuamente richieste, anche da parte di nuove aziende. Nonostante una lieve ripresa della produzione, non siamo ancora usciti dal tunnel».Fa ancora più impressione leggere i dati aggregati: da inizio anno in provincia sono state richiesti 415 milioni di ore di cassa integrazione, il 103% in più rispetto ai primi 4 mesi del 2009 (con la straordinaria schizzata a +252%, la deroga addirittura a +652%). «Come diciamo da tempo, la ripresa ancora non c’è e serve un piano straordinario sul lavoro – dice Franco Stasi, segretario generale della Cgil Varese – non si tratta di essere catastrofisti, ma di guardare i dati reali. La cassa integrazione sta finendo, per qualche impresa è già finita. La lieve frenata della straordinaria potrebbe indicare un assestamento positivo, ma viceversa anche che, terminata l’ordinaria, si sta procedendo con riduzioni del personale. Il grande utilizzo della deroga conferma che la crisi ha colpito soprattutto le piccole imprese. E ai 40mila lavoratori in cassa integrazione in provincia si aggiungono 6mila in mobilità e migliaia di contratti a termine non rinnovati: ormai anche le associazioni di categoria sono caute nel parlare di ripresa dietro l’angolo».Piero Orlando

s.bartolini

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