Roma, 10 ago. (Apcom) – “Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per ‘sistemare’ se stessi e le proprie ‘pendenze'”: lo scrive ‘Famiglia cristiana’ nell’editoriale del prossimo numero in edicola. “Siamo lontani dall`idea di Paolo VI, che concepiva la politica ‘come una forma di carità verso la comunità’, capace di aiutare tutti a crescere”.
“Ha sollevato una grande bagarre la recente denuncia della Chiesa circa l`assenza in Italia di una classe dirigente all`altezza della situazione”, scrive il settimanale dei paolini. “In una stagione densa di sfide e problemi, essa lamenta un vuoto di leadership. In tutti i settori. La politica, anzitutto, non svolge la funzione che dovrebbe competerle. Ma analoghe carenze si riscontrano nel mondo imprenditoriale, nella comunicazione e nella cultura. Persino nella società civile e nell`associazionismo”. Per ‘Famiglia cristiana’ “mancano persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi. E condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un`idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Se non personali. Si propone un federalismo che sa di secessione. Senz`anima e solidarietà”. In questo quadro, “l`opinione pubblica, sebbene narcotizzata dalle Tv, è disgustata dallo spettacolo poco edificante che, quasi ogni giorno, ci viene offerto da una classe politica che litiga su tutto. Lontana dalla gente e impotente a risolvere i gravi problemi del Paese”.
Ska
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