VARESE (p.orl.) Un «sì» schiacciante e, dopo due giorni online, nessun cambiamento. Otto varesini su 10 sono favorevoli all’annessione alla Svizzera. Lo dice il nostro sondaggio: alla domanda «Volete che Varese sia annessa alla Svizzera?» si registra il 79% delle risposte positive.Dopo l’indubbia vittoria del «sì» registrata fin dal primo giorno, la percentuale a favore è andata persino aumentando. «Non è solo un’iniziativa goliardica, i risultati di questo sondaggio devono fare riflettere» osserva Tommaso Cherubino, presidente dell’Associazione avvocati e commercialisti dell’Insubria, nata per permettere uno scambio di conoscenze e contatti tra professionisti italiani e svizzeri «è un peccato che cittadini italiani dicano di voler essere annessi ad un altro stato: questo deve servire da monito alle istituzioni per cambiare molte cose».L’avvocato Cherubino, per studio e per lavoro, ha vissuto in tutto il mondo, per due anni anche a Zurigo. «E sono ben contento di essere tornato in Italia, come sono assolutamente contrario all’idea di un’annessione alla Svizzera – afferma senza esitazione – Sono contento di vivere a Varese, in Italia. Ma credo anche che dalla Svizzera
si possa apprendere molto. La sfida per noi tutti è imparare da certe virtù del sistema federale, da certe politiche fiscali, dal forte senso dello Stato, dal rispetto per la cosa pubblica per migliorare la qualità del sistema Italia». Ad ogni modo, perché un risultato così schiacciante in favore dell’annessione? «È dovuto alla semplice invidia per le condizioni economiche migliori dei lavoratori dipendenti e professionisti in Svizzera – dice il presidente dell’Aaci – ma vorrei ricordare, allora, agli italiani che vorrebbero andare in Svizzera, che poi dovrebbero prenderne gli onori ma anche gli oneri: la tolleranza zero alle infrazioni stradali, ad esempio, con pene pesantissime che comportano anche il carcere. Per l’attività professionale forense, di certo in Svizzera c’è meno competizione, ma anche meno cause importanti che a Varese. La cultura d’impresa è molto più radicata a Varese o Como, ma il Canton Ticino, tradizionale piazza finanziaria, si sta attivando bene per promuovere la delocalizzazione. La sfida è promuoversi tutti insieme in una regione insubrica, esortando le multinazionali a venire in questo territorio a fare impresa».
s.bartolini
© riproduzione riservata












