VARESE (f. man.) «Sui volontari per la sicurezza è in atto una vergognosa strumentalizzazione: la pronuncia della Corte Costituzionale non cambierà nulla sia nella pratica che nello spirito con il quale è stata concepita la legge». È durissimo l’affondo di Attilio Fontana contro la parziale bocciatura della norma sulle ronde da parte della Consulta, che ha dichiarato illegittimo l’impiego per segnalare «situazioni di disagio sociale». La Corte – con la sentenza n.226 del giudice Giuseppe Frigo – ha infatti dato il libera solo all’impiego sul fronte della sicurezza urbana: «i poteri esercitabili dai sindaci – scrive la suprema corte citando il decreto legislativo 267 del 2000 – non possono che essere quelli finalizzati alla attività di prevenzione e repressione dei reati, e non i poteri concernenti lo svolgimento delle funzioni di polizia amministrativa nelle materie di competenza delle Regioni e delle Province autonome». In pratica i giudici costituzionali ritengono che la norma sulle ronde «si presenta coerente con una lettura del concetto di sicurezza urbana evocativa della sola attività di prevenzione e repressione dei reati».Ma il primo cittadino di Varese, e presidente dell’Anci lombarda, respinge al mittente: «Se i volontari possono segnalare la
commissione di un reato non vedo perché non possano occuparsi anche di curare situazioni di disagio. A Varese operano già da quattro anni i City Angels e gli Angeli Urbani, che svolgono già una attività di assistenza sociale». Proprio 18 Angeli Urbani costituiscono il primo nucleo di osservatori volontari cittadini riconosciuti dalla Prefettura. Parteciperanno a ottobre al corso organizzato da Villa Recalcati, obbligatorio per poter essere inquadrati nelle norme del pacchetto sicurezza. Finora, in provincia di Varese, sono solo due le associazioni che hanno ottenuto l’autorizzazione della Prefettura: gli Angeli Urbani del capoluogo e la «Amoruso aiuto solidarietà e sicurezza, attiva a Cocquio Trevisago. Entrambe partiranno con le attività a ottobre o novembre, dopo il corso di formazione. «Non possiamo impedire alle associazioni, penso ai City Angels di Milano, di intervenire in contesti di disagio sociale – incalza il primo cittadino – Penso che queste distinzioni si possano fare solo in un paese da barzelletta come il nostro e che sia solo un tentativo di fare uno sgambetto al ministro dell’Interno Roberto Maroni, che sta facendo un ottimo lavoro». Insomma, una posizione durissima. E ora resta da capire cosa succederà in città.
s.bartolini
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