Riceviamo e pubblichiamo
Egregi signori,
scrivo in nome, per conto e nell’interesse dei signori Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Patrick Djivas, quali componenti del gruppo musicale «Pfm – Premiata Forneria Marconi», in relazione all’articolo a firma Alessio Brunialti, intitolato: «Tributi: la Pfm e De Andrè. Una buona novella senza fine», pubblicato sul quotidiano «La Provincia di Varese» – e sul relativo sito on line – in data 10 maggio 2010.
Nel suddetto articolo, il signor Alessio Brunialti, nell’effettuare la recensione dell’album fonografico dal titolo: «A.D. 2010 – La buona novella», appena pubblicato dal gruppo Pfm, ha utilizzato, tra l’altro, le seguenti espressioni: «Fabrizio De Andrè se ne è andato da undici anni ma muore ancora un po’ ogni giorno assassinato dagli innumerevoli omaggi e tributi, spesso poco azzeccati, quasi sempre gratuiti (tranne per il pubblico che paga)…»; «…l’operazione… suona più commerciale che artistica. Anzi, solo commerciale. Anzi, qualche malizioso potrebbe suggerire che l’idea di realizzare inserti, introduzioni e code ai pezzi originali, tutto firmato dai tre, abbia l’unico scopo di dividere i diritti d’autore con l’augusto oggetto dell’omaggio. Anzi lo sosteniamo tranquillamente (così come il nome del cantautore serve a vendere tanti più concerti)…».
Dette affermazioni, inserite in un contesto già di per sè fortemente critico – quasi dispregiativo – nei confronti del gruppo Pfm, sono apertamente lesive dell’onore, dal decoro e della reputazione dei miei assistiti, costituendo altresì una lesione dei diritti della personalitaà, dell’immagine e della professionalità dei medesimi. Infatti, esse hanno l’effetto di ingenerare nel pubblico dei
lettori la falsa rappresentazione che la Pfm, attraverso la pubblicazione del suddetto album fonografico, intenda sfruttare in modo indebito e speculativo il repertorio del compianto Fabrizio De Andrè, allo scopo di perseguire interessi di natura prettamente economica, a discapito della salvaguardia delle memoria storica del noto cantautore genovese, così come radicatasi presso il pubblico degli appassionati.
Tali lesioni sono ancora più gravi nei confronti del gruppo musicale Pfm, sol considerando la sua notorietà fra il pubblico a livello sia nazionale che internazionale, oltre che dal fatto che, in assoluto contrasto con le affermazioni del giornalista Alessio Brunialti, da anni la Pfm sta svolgendo un’opera di recupero e divulgazione, con il consenso della Fondazione De Andrè e della signora Dori Ghezzi De Andrè, del repertorio di Fabrizio De Andrè in una chiave assolutamente rispettosa della sua figura e della sua grandezza artistica che, del resto, la Pfm stessa ha contribuito a potenziare attraverso anni di diretta collaborazione con l’artista genovese che ha portato a riconoscimenti unanimi da parte della critica.
Alla luce di quanto sopra, Vi invito a pubblicare la presente quale rettifica dei signor Franz Di Cioccio, Franco Mussida e Patrick Djivas, quali componenti il gruppo musicale Pfm.
Cordiali saluti.
avv. Gianpietro Quiriconi
v.colombo
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