Berlusconi day alla Camera, bagarre su Di Pietro e compravendita

Berlusconi day alla Camera, bagarre su Di Pietro e compravendita


Roma, 29 set. (Apcom)
– La mattina scorre lenta e tranquilla, Silvio Berlusconi interviene senza lasciarsi andare a quelle “battute pungenti” che, confessa, in genere fa fatica a trattenere. Non alza mai gli occhi dal discorso scritto, un discorso pacato, rivolto sia alla maggioranza che all’opposizione. Nel giorno decisivo per il prosieguo della legislatura, la temperatura dell’Aula di Montecitorio sale nel pomeriggio, quando il presidente del Consiglio interviene per porre la questione di fiducia sulle sue comunicazioni e smentisce chi lo accusa di aver comprato dei deputati.

La vera e propria bagarre, tuttavia, scoppia quando prende la parola il leader Idv, Antonio Di Pietro. Il suo è un atto di accusa totalmente rivolto al “successore di Nerone”, al “premier-imputato”, allo “stupratore della democrazia”. Dai banchi del Pdl esplode la protesta: alcuni lasciano l’Aula, altri ricoprono l’ex pm di “Vergogna” e “Buffone”. Perde la pazienza anche Berlusconi che rompe il gelo con Gianfranco Fini – i due fino a quel momento si erano ignorati – chiedendo, a braccia allargate, un intervento del presidente della Camera. La terza carica dello Stato richiama due volte all’ordine Di Pietro, lo invita a usare un tono più consono all’Aula di Montecitorio ricordando che c’è la diretta televisiva. Berlusconi scuote la testa, voleva un intervento più decisivo.

(segue)

Luc

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