VARESE Dopo la moda del baratto, irrompe sulla scena il baratto modaiolo, e insieme a Bologna, Milano, Roma e Firenze, la “swap mania” invade anche la seriosa città giardino. Per rifarsi il guardaroba con stile e senza nemmeno metter mano alla carta di credito basta presentarsi mercoledì sera al Tondino in piazza Martiri della Libertà (vicino all’ippodromo), in un orario qualsiasi tra le 19.30 e le 22.30: lì si aprirà il primo swap party di Varese che placherà la febbre da shopping delle più accanite fashion victims. Unico requisito richiesto: portarsi abiti, borse, scarpe e accessori in ottime condizioni e di un certo valore da barattare con altri capi di pari valore. Ma niente paura, perché l’evento non si trasformerà in una specie di mercato di Marrakech e nessuno si troverà a contrattare allo sbaraglio proprio grazie all’organizzazione. Lo svolgimento è molto semplice: si paga un gettone di 20 euro per partecipare alla serata, comprensivi di prima consumazione e buffet aperitivo, poi lo swapper presenta gli oggetti che ha portato alla giuria, la quale assegnerà un certo valore a ognuno dei questi; lo swapper potrà ricevere un gettone di tre diversi colori in base al livello di valore assegnato, così da garantire uno scambio equo. A questo punto, armato di gettoni, si potrà scagliare sui capi e sugli accessori messi a disposizione dagli altri swapper della serata, naturalmente prendendo quelli corrispondenti al valore dei gettoni in possesso. «Ci saranno tre grossi tavoli dove saranno esposti i vestiti divisi per valore assegnato – spiega Iara Heidempergher, ideatrice dell’evento insieme a Valentina Zolla – una volta che la giuria avrà valutato i
prodotti, le hostess li porteranno in sala e sarà possibile scegliere tra tutti quello che è disponibile se si sono ottenuti i gettoni necessari». E se a fine serata lo swapper ritroverà ancora le proprie cose perché nessun altro le ha acchiappate, tanto meglio: potrà scegliere se donarle in beneficienza o riportarsele a casa a costo zero, indipendentemente da quello che ha preso con i gettoni. Qualche condizione di base però va ricordata a tutti. «Non accetteremo capi vecchi, sporchi o stropicciati», avverte l’organizzatrice: «L’obiettivo è dare vita a una serata divertente ma di un certo livello come deve essere uno swap party, altrimenti non avrebbe senso». A questo proposito, la selezione degli oggetti è un aspetto di fondamentale importanza da valutare accuratamente prima di presentarsi. «È uno swap party e non la succursale dell’esercito della salvezza o un banco pegni», ricordano senza pietà con il regolamento. «Non si pretende la tintoria, ma almeno assicurarsi che i capi non siano rotti, sporchi o lisi. Quelli con ancora il cartellino attaccato sono il top, certo, ma anche l’usato in buone condizioni è valido. La regola è da rispettare, soprattutto per le scarpe, che devono essere almeno seminuove». È bene sottolineare infine che visto che al di là del benessere del guardaroba lo scopo è soprattutto divertirsi, quindi non è vietato frugare tra decine di maglie né magari provarsi un abito stretch che mai e poi mai si avrebbe voglia di indossare.Per partecipare è richiesta l’iscrizione sul sito, www.swappartyvarese.com, e la stampata dell’avvenuta prenotazione da presentare il loco; è un passaggio indispensabile per poter gestire al meglio la serata. Francesca Manfredi
s.bartolini
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