Roma, 17 mag. (Apcom) – Resta scettico l’Occidente dopo la firma di un accordo sull’arricchimento dell’uranio tra Iran, Brasile e Turchia, che vuole mantenere la pressione su Teheran per risolvere definitivamente il “problema” del programma nucleare iraniano. L’annuncio dell’accordo con cui l’Iran ha accettato di trasferire in Turchia 1.200 kg del suo uranio arricchito al 3,5% in cambio di combustibile nucleare per il suo reattore di Teheran, utilizzato per la ricerca medica, è arrivato in un momento in cui gli Occidentali cercano di fare adottare dal Consiglio di sicurezza dell’Onu nuove sanzioni contro l’Iran, sospettata di volersi dotarsi dell’arma atomica.
Dopo la firma, il presidente iraniano Ahmadinejad ha espresso l’auspicio che i paesi del “5+1” (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) siano disposti ora a discutere con Teheran “con onestà, rispetto e giustizia”.
“L’esperienza dell’incontro tripartito di Teheran – ha proseguito Ahmadinejad – dimostra che se la cooperazione si basa sull’amicizia e il rispetto, non c’è alcun problema”. “Ma il problema dei colloqui con il ‘5+1’ – ha aggiunto – è che certi suoi membri non rispettano questi principi, ed è per questo che non danno risultati”.
Ma dalle prime reazioni alla notizia dell’accordo non sembra che la comunità internazionale voglia dare credito alle intenzioni di Teheran. Da Washington, il portavoce della Casa Bianca, Robert Gibbs, ha sottolineato come gli Stati Uniti restino “preoccupati” sulle intenzioni del regime riguardo al programma nucleare. “Continueremo a lavorare con gli alleati europei per far sì che il governo iraniano dimostri con i fatti e non con le parole, la volontà di rispettare gli obblighi nei confronti della comunità internazionale o altrimenti pagarne le conseguenze, con nuove sanzioni”, ha precisato Gibbs.
Secondo il presidente russo, Dmitri Medvedev, l’accordo potrebbe non bastare. “Sorge la domanda, se sia sufficiente il
livello delle operazioni concordate e se possa soddisfare tutta
la Comunità internazionale”, ha dichiarato Medvedev.
Da Londra, anche per il Foreign Office l’Iran resta una “fonte di preoccupazione seria” nonostante l’accordo firmato oggi. Israele ha accusato esplicitamente gli iraniani di aver “manipolato” Turchia e Brasile facendogli firmare l’intesa. La Germania ha detto che nulla può sostituire un accordo tra Teheran e l’Aiea, mentre per la Francia l’accordo di oggi – sia pure lodato dal ministro degli Esteri Bernard Kouchner – non risolve il problema di fondo del programma nucleare iraniano e del proseguimento da parte di Teheran delle attività di arricchimento dell’uranio. Anche per l’Unione Europea l’accordo tra Iran, Turchia e Brasile è insufficiente, mentre fonti diplomatiche vicine all’Aiea hanno detto che l’Iran resta in ogni caso sotto la minaccia di sanzioni da parte dell’Onu.
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