VARESE «È stata la ragazza, mi ha tagliato lei»: le 19.30 di ieri sera, il centro è una festa di clacson e colori nerazzurri, ma in piazza Repubblica succede qualcosa che con quelle manifestazioni non ha nulla da spartire. Succede che un trentenne viene accoltellato alla testa da un fendente che gli provoca un taglio profondo sopra all’orecchio. L’intervento della polizia, chiamata da uno dei tanti habitué della piazza, allarmato dalla vista del sangue, è immediato: le volanti confluiscono in gran numero, con diversi mezzi, e gli uomini del reparto prevenzione crimini, ancora prima dell’ambulanza del 118, pensando di dover sedare una rissa violenta. E invece, quando arrivano, nella piazza sembra regnare una calma irreale. Il ferito, italiano, non sembra grave, ma perde tanto sangue: viene caricato sull’ambulanza, ma prima ha il tempo di rispondere alle domande
degli agenti, e di indicare una ragazza, italiana, quale presunta responsabile dell’accoltellamento. Non sa nemmeno lui con che cosa l’abbia colpito: forse un coltello, che però non si trova. Molto più probabilmente, con il coccio di una bottiglia rotta. Subito gli agenti individuano la ragazza e il suo compagno: sono entrambi caricati in macchina e portati in questura, dove sono stati trattenuti per accertamenti. Nella concitazione, in un primo momento, le manette erano scattate anche ai polsi di una terza persona: aveva la camicia sporca di sangue. Si tratta in realtà di testimone dell’accaduto, intervenuto per separare i contendenti. Chiarito l’equivoco, è stato liberato, ma trattenuto per verbalizzare la sua testimonianza. Non è chiaro infatti che cosa abbia fatto scattare la scintilla, e avere spinto la ragazza, una trentenne nota alle forze dell’ordine, a colpire l’uomo con tanta veemenza.
s.bartolini
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