Rugby: 6 Nazioni, Italia solita minestra nel cucchiaio di legno

Rugby: 6 Nazioni, Italia solita minestra nel cucchiaio di legno

Roma, 21 mar. (Apcom) – Il 6 Nazioni 2009 dell’Italia si chiude con le scuse del presidente della federugby, Giancarlo Dondi, ai tifosi e l’ingombrante cucchiaio di legno. Un torneo disastroso dal punto di vista del rendimento e dei risultati. Impietoso l’epilogo allo stadio Flaminio di Roma con gli azzurri sconfitti dalla Francia in versione schiacciasassi con un rotondo 50-8. Un passo indietro rispetto all’edizione 2008, quando l’Italia di Nick Mallet chiuse sempre all’ultimo posto ma con una vittoria sulla Scozia (23-20) nell’ultimo match e tante speranze per il futuro. Il presente però è stato molto più nero di quanto preventivato. Il torneo 2009 si chiude con zero vittorie – è la quarta volta in dieci partecipazioni – soltanto due mete segnate (oltre a quella odierna di Sergio Parisse con i transalpini l’altra era arrivata nella gara di esordio contro l’Inghilterra

firmata da Mirco Bergamasco) e 49 punti fatti contro i 170 subiti. “Meno male che è finito”, è stato l’amaro commento commento a caldo di Doni. “Con la nostra brutta prestazione di oggi abbiamo fatto grande la Francia. Li abbiamo fatti giocare e loro ci hanno messo sotto. E’ stata un’annata – ha continuato – con qualcosa di buono, ma è stato troppo poco, certamente mi aspettavo di più”. Dopo le sconfitte con Inghilterra, Irlanda, Scozia e Galles, oggi è arrivato l’epiologo peggiore con il quinto stop che vale l’ultimo posto in classifica: “Doveva essere la partita del’orgoglio, ma evidentemente i ragazzi non avevano più forze. Per me il rugby vuol dire combattere e cercare di vincere. Se poi l’avversario è stato più forte lo si ammette, ma non vedo perchè dobbiamo essere sempre noi quelli stanchi e non gli altri”.

Sul futuro Dondi non si sbilancia, ma il rendimento stagionale del clan azzurro obbliga ad una profonda analisi. “Nick Mallett non è in discussione, è in discussione l’insieme delle cose quando vediamo certe prestazioni”. “Faremo un bilancio con tranquillità – ha aggiunto – ma certamente così non si può andare avanti. Nel nostro dna c’è anche la sconfitta e nei prossimi giorni vedremo cosa fare. Chiedo scusa a questo pubblico che non ci ha nemmeno fischiato. Il rugby si sta sviluppando tra la gente, come si vede dalle presenze così grandi alla nostre partite”. Non cerca scusa il ct ma il bilancio finale è influenzato dalle modifiche regolamentari introdotte quest’anno: “Non voglio cercare scuse – ha precisato subito il sudafricano – io ho lavorato con questa squadra per cinque settimane e loro hanno fatto di tutto per migliorare. Oggi prendere 50 punti in casa è veramente duro. Lo scorso anno abbiamo fatto meglio, avevamo una maul molto forte, – ha ricordato Mallett – quest’anno invece, con il gioco aperto e più veloce, per l’Italia sono cambiate tante cose”.

La delusione degli azzurri è tutta nella parole del capitano, Sergio Parisse: “Sicuramente non voglio fare bilanci a caldo, direi qualsiasi cosa. Preferisco rifletterci in settimana, io, lo staff, i compagni, tutti. Ora non me la sento di prendere posizione”. Sulla partita chiarisce: “Dispiace finire così, ma la Francia ha dimostrato di essere molto più forte di noi”.
L’analisi finale di Mallett sembra riassumere al meglio il bilancio del 6 Nazioni azzurro: “E’ la prima volta che alleno una squadra che nel Sei Nazioni affronta sempre squadre più forti”.

Cep

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