Il leghista della capitale rilancia “Spqr? Se Passi Qui, ce Rimani”

Il leghista della capitale rilancia “Spqr? Se Passi Qui, ce Rimani”

VARESE (m.tav.) Il leader della Lega Nord dà addosso ai romani. Ma si dimentica di averne uno in casa. E non certo l’ultimo arrivato. Il direttore del teatro di Varese, l’anima culturale della culla della Lega, è infatti il romano Filippo De Sanctis. Che – nel giorno delle esternazioni bossiane sul significato di Spqr, tradotto dall’Umberto con “Sono porci questi romani” – si è preso una piccola rivincita su Facebook, correggendo il lumbard. “Te sbagli, Umbè. Spqr: Se Passi Qui, ce Rimani (beh, concedetemela, con rispetto per entrambi)». Un grido di guerra per l’orgoglio romano ferito? «Ma va – dice De Sanctis – anzi non capisco perché tutto questo rumore. Bossi ha fatto una battuta, ed io ho risposto a tono. Non condivido tutte le polemiche che, da Alemanno in su, sono piovute sulle parole del Senatùr». De Sanctis è infatti noto per le sue posizioni vicine al Carroccio, che ne fanno un caso particolare, visto che è nato e cresciuto a Roma. Ma venendo a Varese, si è insubrizzato. «Condivido le istanze che porta avanti il partito – precisa – perché è chiaro a tutti che la convivenza dentro uno Stato nazionale

come l’Italia di territori così diversi è impossibile. E tutto il polverone che nasce da questa battuta fa capire proprio il clima teso di convivenza». E De Sanctis rilancia quindi l’indipendentismo “made in Rome”. «Ad essere la capitale i cittadini romani non ci guadagnano niente. Anzi, si ritrovano la città invasa da una classe politica del malaffare che proviene da tutta l’Italia. E poi è ovvio che si ha la coda tra le gambe a rispondere a queste battute, perché siamo ostaggio del cattivo nome che ospitare la classe politica ci causa. Se il potere politico fosse decentrato, ci guadagneremmo. Ed i cittadini di Roma avrebbero magari politici che, invece di pensare solo ai grandi eventi, curerebbero maggiormente i problemi dei romani». Di Gran Premio infatti il direttore del teatro non vuole sentir parlare. «Io abito all’Eur – dice – e portare lì il circuito del Gran Premio peggiorerebbe solo le condizioni di vita. L’amministrazione deve pensare a migliorare le strade e i marciapiedi, che vanno a pezzi». E infine la chicca. Galvanizzato dalle tematiche indipendentiste, De Sanctis non nega che Roma dovrebbe essere indipendente. «Lo Stato Pontificio è sicuramente meglio del piemontese usurpatore».

s.bartolini

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