GALLARATE «Non andavo così piano: viaggiavo ad una velocità adeguata all’autostrada. Quell’uomo ha aperto la portiera della mia macchina, mi ha insultato e gridato di togliermi dalla strada e mi ha mollato due ceffoni». La gallaratese di 50 anni schiaffeggiata lungo la A8 lunedì scorso racconta la storia di un’aggressione allucinante. L’auto di un gesto inspiegabile ed incivile, un 35enne di Busto Arsizio alla guida di un Fiat Scudo (con a bordo, tra l’altro, una donna e un bambino) è stato denunciato per lesioni e violenza privata. La 50enne, “rea” di aver rispettato i limiti di velocità viaggiando tra i 130 e i 140 chilometri orari, ringrazia anche l’automobilista che, avendo assistito alla scena, si è fermato ad aiutarla prestandole soccorso e chiamando la polizia stradale. «Il furgone era dietro di me – racconta la donna – non mi ha suonato o lampeggiato. Quando ho imboccato la corsia telepass del casello di Gallarate ho visto nello specchietto che l’uomo agitava le braccia arrabbiato». Voleva strada a tutti i costi, ma la donna non poteva certo imboccare la corsia telepass a 140 chilometri orari per farlo contento. «Sull’altro imbocco c’erano 4 o 5 auto, lui a tutti i
costi voleva strada: voleva passare» prosegue la vittima.La vicenda è proseguita in autostrada. Piantato dietro alla gallaratese il furgone voleva ancora a passare a tutti i costi. «Non potevo certo buttarmi sulla corsia di destra a 140 chilometri orari – racconta la vittima – Sarebbe stato pericoloso per me e per gli altri». Il furgone alla fine ha superato la donna. Ma qui ha avuto luogo la parte peggiore della storia. L’autista prepotente si è trasformato in violento. «Mi è passato davanti frenando e costringendomi a fermarmi per non tamponarlo – racconta l’automobilista gallaratese – un energumeno, avrebbe potuto sfondarmi il vetro dell’auto se avessi chiuso la portiera. E forse mi avrebbe fatto ancora più male. Invece ha aperto lo sportello, mi ha gridato in faccia e mi ha dato due ceffoni». Un altro automobilista ha assistito alla scena e si è fermato. «E’ stato l’unico – conclude la vittima – Forse gli altri non hanno visto cosa stava accadendo, ma lui si è fermato subito. Ha detto all’altro che non si picchia nessuno, tanto meno una donna, mi ha soccorsa e ha chiamato la polizia. Vorrei ringraziarlo pubblicamente per un gesto gentile e di grande civiltà».
e.romano
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