Roma, 30 set. (Apcom) – Nel settore dell’Rc auto c’è poca concorrenza e di conseguenza i prezzi delle polizze crescono e sono maggiori rispetto alla media dell’Eurozona. Ad affermarlo il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, il quale ha aggiunto che tra i motivi della “scarsa vivacità” nella competizione tra compagnie vi è “l’assetto concentrato o comunque eccessivamente collegato delle maggiori imprese”.
Catricalà in un’audizione davanti alla commissione Industria del Senato ha rilevato che “non si è attivato un efficace processo concorrenziale e conseguentemente non si è avuto un riflesso positivo sul contenimento dei prezzi”. Anzi, l’Autorità ha avuto modo di registrare “una tendenza durevole all’incremento dei premi” e, ha spiegato Catricalà, riportando i dati Eurostat, nel periodo giugno 2009-giugno 2010 si è registrata una variazione tendenziale della tariffa media per l’Italia del 7,7%, a fronte di una media per l’area euro del 5,4%”.
Inoltre è “gravissimo” l’abbandono di “intere” aree del Paese da parte delle compagnie di assicurazione nel ramo auto. Catricalà ha sottolineato che le frodi sulle assicurazioni, che le imprese adducono come causa di polizze più onerose, “si possono risolvere mettendoci buona volontà. Non è la mafia o la ‘ndrangheta”. Compagnie di primo piano – ha spiegato il presidente dell’Antitrust – sembrano, a volte, proporre premi eccessivamente elevati tali da concretizzare una sorta di dissimulato rifiuto a contrarre”.
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