Roma, 30 set. (Apcom) – Umberto Bossi è pessimista sulla tenuta del governo ma non si sbilancia sul futuro, Roberto Maroni – in una conversazione rubata dalle telecamere di La7 – lo dice chiaramente: “Tanto a marzo si vota…”.
Del resto nel cortile di Montecitorio già durante la chiama per la fiducia più di un leghista esprimeva tutte le perplessità del Carroccio sulla effettiva tenuta della maggioranza. Alla fine è stato lo stesso Umberto Bossi a dirlo chiaramente: “I numeri sono limitati, e ora la strada è stretta”. Perchè per Bossi “nella vita è meglio prendere la strada maestra, e la strada maestra era il voto”. Il problema è che “Berlusconi non ha voluto, e ora siamo qui…”, constata il leader leghista dopo che il voto della Camera ha sancito che senza i finiani il governo Berlusconi non ha la maggioranza.
Ma quello che succederà nelle prossime settimane, Bossi non vuole prevederlo: i cronisti chiedono cosa succederà se i finiani porranno problemi, se il governo si dovesse trovare nella necessità di discutere con la ‘terza gamba’ ogni provvedimento, se in quel caso insisterà nel chiedere il voto anticipato: “Vedremo…”, si limita a dire. Una cautela vanificata dal fuorionda rubato a Roberto Maroni: “…Tanto a marzo si vota…”, dice il ministro dell’Interno leghista in una conversazione con Nichi Vendola e Franco Giordano, intercettata e mandata in onda dal tg di Enrico Mentana.
Rea
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