Busto Arsizio Uno su cento ce la fa: viene da citare Gianni Morandi (con uno 0 in meno) per raccontare l’odissea dei 600 iscritti al concorso pubblico per i sei posti disponibili al comando di polizia municipale. Sei posti a tempo indeterminato: un miraggio, in tempi di crisi e di precariato. E infatti ieri all’Ipc Verri – che ha prestato le sue aule per il concorso – si è radunata una folla di aspiranti vigili urbani.Dei 600 iscritti, sono “solo” 300 quelli che si sono effettivamente presentati: una selezione comunque durissima, alla quale hanno partecipato uomini e donne da tutta Italia. Con l’obiettivo del posto fisso, più che per il fascino della divisa: «Un posto sicuro in un settore pubblico sarebbe l’ideale – sospira Fabio, 29 anni, che viene da Sciacca in provincia di Agrigento – Di Busto Arsizio non sapevo nulla, ma appena ho visto su internet che c’era un concorso mi sono iscritto. Portare la divisa, comunque, sarebbe un onore, anche se la categoria dei vigili urbani agli automobilisti non sta troppo simpatica. Se mi piacerebbe vivere qui? Certo, oggi c’è un bel sole…». Ha fatto molta meno strada, invece, il legnanese Stefano, che proprio ieri compiva 26 anni: «Passare il concorso sarebbe un bel regalo – commenta – il posto fisso oggi è una rarità, e se c’è da lavorare, anche con tutti i turni serali e festivi che comporta una mansione del genere, si lavora».In attesa di registrarsi e entrare in aula, gli iscritti confrontano le proprie speranze: i posti sono pochissimi,
e tutti sanno che le probabilità di tornare a casa a mani vuote sono molte più di quelle di fare centro. «Mi dispiacerebbe, ovviamente, anche per il sacrificio economico che la partecipazione al concorso comporta – osserva Luigi di Caltanissetta – tra il viaggio, l’albergo e tutto il resto, se ne sono andati più o meno 500 euro». E in coda non mancavano le donne, come Francesca da Vigevano: «Sono qui perché questo è il tipo di lavoro che fa per me: dinamico, sulla strada e a contatto con la gente. Sarà faticoso, certo, ma può dare grandi soddisfazioni». E’ proprio quanto afferma il comandante della polizia municipale Alessandro Casale: «Se lo si svolge solo per il posto fisso, questo può essere un lavoro per molti aspetti pesante e stressante – dice – A questi ragazzi però voglio dire che fare il vigile urbano può essere davvero il lavoro più bello del mondo: si è al servizio della gente e si può vedere come, grazie anche ai propri sforzi, una città possa cambiare in meglio. Le soddisfazioni sono tante». Per ora, Casale è soddisfatto di un pur modesto incremento dell’organico: «Non vediamo l’ora di accogliere questi sei nuovi arrivati – conclude – e l’auspicio è che possano presto esserci nuovi concorsi che incrementino le fila della polizia locale». Secondo i parametri regionali, infatti, Busto Arsizio dovrebbe disporre di almeno 82 agenti. Ai Molini Marzoli, invece, i vigili urbani sono solo 60, e il pur graditissimo aumento a 66 non è che un primo passo.Laura Campiglio
f.artina
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