Obama e i vescovi, la battaglia sulla bioetica è appena iniziata

New York, 24 gen. (Apcom) – La battaglia bioetica tra la nuova amministrazione democratica ed il Vaticano sembra appena all’inizio. Il neo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha atteso appena 48 ore per lanciare il segnale di cambiamento in materia di bioetica che aveva annunciato in campagna elettorale. Da ieri infatti sono stati ripristinati i fondi pubblici alle organizzazioni che promuovono, sostengono

o forniscano informazioni sull’aborto all’estero, cancellando così una contestatissima decisione presa da George W. Bush all’epoca del suo primo insediamento. La Chiesa americana promette battaglia e lo scontro si sposta ora sul Freedom of Choice Act, letteralmente legge sulla “libertà di scelta”, che potrebbe presto tornare all’esame del Parlamento e che mira ad impedire qualunque limitazione in futuro sulla scelta delle donne di interrompere la gravidanza.

La legge sulla libertà di scelta è stata più volte insabbiata
nelle precedenti legislature ma Obama ha dichiarato da tempo che
la firmerà se il testo superasse l’esame del Congresso. Tra i
sostenitori del progetto c’è in particolare il neo segretario di
Stato, Hillary Clinton, in prima fila per i diritti delle donne
che ha salutato con soddisfazione la decisione presa ieri da
Obama.

A rischio potrebbe esserci inoltre un’altra delle regole
anti-abortiste di Bush, quella approvata nelle ultime settimane
del suo mandato che consente al personale sanitario (dai medici
ai farmacisti) di astenersi dal praticare o dal favorire in alcun
modo interruzioni di gravidanza anche per ragioni morali.

Sulla firma di ieri si sono scagliati, oltre ai vertici della
Chiesa italiana, anche i prelati americani che hanno avuto
nell’amministrazione repubblicana appena uscita di scena una
solida spalla per 8 anni. La conferenza episcopale statunitense
ha sottolineato la “profonda delusione” per la decisione di ieri.
“Un’amministrazione che dice di voler diminuire gli aborti non
dovrebbe finanziare gruppi che promuovono l’aborto”, si legge in
una dichiarazione del cardinale Justin Rigali, che presiede la
commissione Pro Life della conferenza.

Per otto anni sono stati minati gli sforzi in direzione di una
sicura pianificazione familiare nei Paesi in via di sviluppo e
per questo è nostro diritto ripristinare gli sforzi per aumentare
la libertà delle donne e promuovere lo sviluppo economico
globale”, ha detto Obama commentando la sua decisione.

Ancora più significativa dal punto di vista etico sembra invece
la svolta in tema di ricerca sulle nuove terapie attraverso le
cellule staminali. Un atto non firmato direttamente da Obama, ma
autorizzato poche ore dopo il suo insediamento dalla Food and
Drug Administration, l’agenzia federale controlla il settore
farmaceutico che fa capire l’aria di cambiamento a Washington.

La Chiesa americana promette dunque battaglia nei prossimi mesi,
a partire dalle associazioni cattoliche che si erano già
schierate contro Obama in campagna elettorale. Proprio nei giorni
in cui il neo presidente si insediava alla Casa Bianca arrivava
su YouTube un video “shock”, sponsorizzato dall’associazione
CatholicVote, in cui Obama viene rappresentato come un feto a cui
è stata data la possibilità di nascere per diventare il primo
presidente afroamericano della storia, nonostante sia stato
abbandonato dal padre.

Il nostro messaggio è semplice: l’aborto è il nemico della
speranza”, ha detto al Washington Post Brian Burch, direttore
esecutivo di Catholic Vote annunciando il video shock è solo il
primo di una serie. In un filmato dei mesi scorsi
l’organizzazione chiedeva esplicitamente di non votare Obama per
difendere la vita, utilizzando anche le immagini del presidente
cattolico John F. Kennedy pur di convincere gli americani.

Cep

© riproduzione riservata