Busto, e se il monumento fosse una meridiana?

Busto, e se il monumento fosse una meridiana?

BUSTO ARSIZIO Mentre piazza Vittorio Emanuele aspetta il via libera per lavori e spostamento del monumento, il dibattito sull’obelisco continua. Ieri il vicesindaco Giampiero Reguzzon faceva sapere che “al momento non ci sono novità dalla Sovrintendenza”: si continua ad attendere, quindi, il benestare delle Belle Arti sulle modalità di smontaggio e ristrutturazione dell’obelisco, che l’amministrazione ha deciso di trasferire in piazza Trento Trieste. Nonostante – almeno a quanto sembra – il dado sia tratto, continua a piacere l’idea alternativa di collocare la scultura in piazza Plebiscito, all’incrocio tra via Dante e via Guerrazzi: il sondaggio lanciato da La Provincia sulla possibile ubicazione del monumento vede appunto la piazza del Teatro Sociale in testa con il 58% dei voti, contro il 9% di piazza Trento Trieste e il 33% che invece vorrebbe lasciarlo dov’è, in piazza Vittorio Emanuele, anche

dopo la sistemazione del centro. Intanto anche gli architetti dicono la loro. Paolo Torresan mette sul piatto un’idea “sorprendente” (per sua stessa definizione) su una rilettura del monumento, a prescindere dalla sua collocazione. «Stiamo parlando di un obelisco – spiega Torresan – sarebbe interessante farlo diventare una meridiana verticale, ponendolo al centro di uno spiazzo o una vasca d’acqua che faccia da quadrante. Questo perché Busto ha bisogno, a mio parere, di invenzioni urbane un po’ sorprendenti». E perché, anche dal punto di vista del significato simbolico, il passato – ovvero il monumento e ciò che rappresenta – diventerebbe lo strumento per misurare il presente e il futuro, “secondo il vero tempo – aggiunge l’architetto – che è quello del sole e non quello dell’uomo». E i pedoni, passeggiando nei pressi dell’obelisco, potrebbero letteralmente cadere nell’ombra dell’orologio.Laura Campiglio

m.lualdi

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