Maroni alla festa della polizia “Allarme mafia per l’Expo”

Maroni alla festa della polizia “Allarme mafia per l’Expo”

La mafia allunga i tentacoli sul Nord. Non ne fa mistero il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ieri mattina lo ha ribadito: l’Expo 2015 fa gola e alimenta il rischio di infiltrazioni mafiose in Lombardia. Intanto conferma che proprio qui è in arrivo l’unica delle agenzie per la gestione dei beni confiscati che apriranno sopra il Po. “Avranno sede operativa dove i beni della criminalità organizzata sono più presenti e dove c’è maggior pericolo di infiltrazione”, sottolinea Maroni, quindi “a Reggio Calabria, Napoli, Palermo, Roma e Bari”. Poi, appunto, sarà il turno del Nord. “L’abbiamo voluta a Milano in particolare per il rischio legato al grande evento dell’Expo 2015 che riguarda tutta la Lombardia”. Il ministro è intervenuto ieri mattina dal palco d’onore della festa della Polizia di Stato nella sua Varese, ed esattamente dai giardini settecenteschi di Villa Panza. Insieme a lui i vertici delle forze dell’ordine, tra loro anche il capo della Polizia di Stato Antonio Manganelli, così come della Questura e della Prefettura, oltre alla sfilata di autorità radunate per l’occasione. Presenti il prima fila insieme al sindaco Attilio Fontana i parlamentari Giorgetti, Marantelli, Rossi e Tomassini, raggiunti infine dal Senatur Umberto Bossi arrivato a sorpresa poco prima dell’inizio. Non sono mancati nemmeno gli amministratori regionali, tra cui l’assessore Cattaneo, i consiglieri del varesotto e il presidente del consiglio Davide Boni, anche loro sul palco con una trentina di amministratori locali. Sicurezza, lotta alla criminalità organizzata e all’immigrazione clandestina sono stati messi a fuoco dal report del ministro che si prepara a tornare alla ribalta delle cronache tra meno di una settimana; qui infatti sono già tutti in trepidazione per il G6,

vertice internazionale con i ministri dell’interno di Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Polonia e Stati Uniti, voluto proprio a Varese dallo stesso Maroni. “A Caserta combattiamo la camorra, a Palermo la mafia, e a Varese sviluppiamo la sicurezza. La stiamo facendo diventare un laboratorio per esportare il modello nelle altre città e nel resto dell’Europa”, commenta, mentre l’esperienza di smantellamento di cellule terroristiche in provincia di Varese sarò condivisa con Janet Napolitano, segretario per la sicurezza degli Stati Uniti. “Abbiamo messo il massimo impegno su tutti i fronti, e i risultati si sono visti. Prendiamo in media un pericoloso latitante al mese e abbiamo sequestrato beni per 9 miliardi”. Questo per quanto riguarda la mafia. Ma per Maroni il miglior risultato sono i poteri ai sindaci, “la base della sicurezza partecipata”: “permettono il contrasto alla criminalità comune, quella di strada, quella che viene chiamata microcriminalità ma tanto “micro” non è, soprattutto per chi la subisce di persona”. Infine una nota: “Andremo avanti con questa la linea per i prossimi tre anni”. Già, perché l’ipotesi di caduta del governo per il momento è esclusa. Lo ha rimarcato il leader del Carroccio Umberto Bossi: “Fino a quando la Lega tiene il governo non cade. I numeri e la forza ce li abbiamo noi”. Sulle alleanze invece il discorso è più complesso. Il Senatur non è elettrizzato dall’ipotesi di un sodalizio con l’Udc, e anzi, ne farebbe volentieri a meno. “Se vanno via dalla sinistra, la sinistra finisce nelle mani della sinistra estremista”, aggiunge Bossi, “però tutti i giorni l’Udc ne inventa una. Se viene da noi fa casino come in passato e ci mette nei pasticci”.Francesca Manfredi

e.marletta

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