Manovra/ Berlusconi nega tagli: Non tocchiamo sanità e pensioni

Manovra/ Berlusconi nega tagli: Non tocchiamo sanità e pensioni


Roma, 22 mag. (Apcom)
– Nessuna “macelleria sociale”. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, assicura che con la manovra economica in preparazione il Governo non aumenterà le imposte e non toccherà sanità, pensioni, scuola o università.

E’ “assolutamente falso che sia alle viste un aumento delle imposte”, afferma il premier in un audio-messaggio ai Promotori della libertà. Berlusconi, che poco dopo mezzogiorno ha lasciato la residenza romana di Palazzo Grazioli alla volta di Milano, ha assicurato: “Non verranno toccate nè la sanità, nè le pensioni, nè la scuola, nè l’università”. Ancora: “Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani! Invece cercheremo con ogni mezzo di combattere le spese eccessive e naturalmente l’evasione fiscale”. Il premier assicura poi che l’Italia rispetterà gli impegni chiesti dall’Unione europea e entro il 2010 porterà il deficit dall’attuale 5% al 3%.

Nel messaggio il premier si scaglia contro “il partito dei pessimisti”, contro chi, davanti alla manovra economica del governo per fronteggiare la crisi, diffonde “le solite menzogne e i soliti veleni”, attribuendo al Governo “il proposito di varare a breve termine un insieme di provvedimenti economici punitivi che, per l’ennesima volta, sono totalmente inventati”. Berlusconi invita quindi i Promotori della libertà a “far sapere, che non uno dei fantasiosi provvedimenti di ‘macelleria sociale’ di cui si legge su certa stampa in

questi giorni, non uno risponde al vero”. L’opposizione, per il premier, ha la “grave responsabilità” di “alimentare ogni giorno il pettegolezzo su questi argomenti”, e “continua a mettere in pratica una massima che mi sembra sia di Voltaire: ‘calomniez, calomniez quelque chose resterà, cioè ‘calunniate, calunniate, qualche cosa resterà'”. Invece, “se il nostro Governo avesse seguito anche solo una parte delle richieste di questa opposizione cioè più spese, più debito, l’Italia sarebbe finita come la Grecia, cioè sarebbe finita male, molto male”.

Pol

© riproduzione riservata

Aggiungi La Provincia di Varese tra le fonti preferite su Google