Varianti e costi lievitati L’imprenditore si difende

Varianti e costi lievitati L’imprenditore si difende

VARESE La variante? L’unica soluzione possibile per non perdere il finanziamento, peraltro resasi necessaria per problemi tecnici intervenuti prima del subentro della Tecnital di Russello: con questi argomenti ieri mattina l’avvocato Giacomo Ventura, difensore di Fabrizio Russello, ha invocato l’assoluzione per il suo assistito, sotto processo a Varese per presunte irregolarità nella costruzione del nuovo reparto infettivi dell’ospedale di Circolo. La requisitoria del legale siciliano è l’ultimo passaggio in aula prima della sentenza, prevista per l’udienza del 30 giugno.

Per allora si saprà il destino, oltre che dell’imprenditore gelese, anche dei vertici della sanità varesina e lombarda imputati nello stesso processo, tra i quali Carlo Lucchina, ex direttore generale dell’azienda ospedaliera di Varese e attualmente direttore generale della Sanità per la Regione Lombardia, il suo successore alla guida dell’azienda sanitaria Roberto Rotasperti, e gli ex direttori amministrativi Mario Noschese, ora all’ospedale Niguarda di Milano, Sergio Tadiello (attuale direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera di Circolo), e Paolo Ciotti, dirigente dell’area tecnica.

L’avvocato Ventura ha argomentato che «la variante fu necessaria per ovviare alla impossibilità di realizzare il sopralzo del vecchio reparto, come era nel progetto originario, per problemi di statica. E peraltro, l’intervento di ristrutturazione, avendo ricompreso anche gli spazi dei reparti già di dermatologia e diabetologia, alla fine ha interessato un’area superiore a quella originariamente prevista». L’avvocato ha elogiato anche il comportamento dei manager della sanità varesina, che «con assoluta trasparenza si sono assunti tutte le responsabilità per non far venire meno un grosso finanziamento e un’opera necessaria».

L’importo dei lavori, dai 4 milioni di euro originari, è poi lievitato a 6 milioni, a causa proprio di quella variante. Secondo la dda, rappresentata in aula dal pm Claudio Gittardi, che ha chiesto condanne a 3 anni e 4 mesi sia per Russello che per Lucchina (e a scalare per gli altri manager coinvolti), il subentro sarebbe avvenuto «in violazione delle norme in materia di cessione di contratto di appalto».

Franco Tonghini

f.tonghini

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