Il Papa conclude la visita in Africa, tra polemiche e speranze

Il Papa conclude la visita in Africa, tra polemiche e speranze


Roma, 23 mar. (Apcom)
– E’ calato il sipario, tra polemiche e messaggi di speranza, sul primo viaggio di Papa Benedetto XVI in Africa. Iniziato dal Camerun, dove hanno fatto infuriare le dichiarazioni di Ratzinger sui preservativi e l’aids (il condom aggrava i problemi della pandemia), la visita apostolica del Pontefice si è chiusa ieri in Angola. Questa mattina è infatti previsto il rientro in Vaticano.

Le dichiarazioni sull’utilizzo del preservativo e le reazioni di
Francia, Germania e Unione Europea hanno ‘offuscato’ i primi
giorni del viaggio del Papa in Camerun. “Il Camerun è terra di
speranza per molti nell’Africa Centrale”, ha detto appena sbarcato a Yaoundè. E’ “terra di pace”, e ha invitato il Paese e l’Africa intera a camminare sulla via della “riconciliazione, giustizia e pace”. Poi ha chiesto cure gratis per i malati di Aids, apprezzando l’impegno portato avanti dal Camerun. Incontrando i rappresentanti musulmani del Paese, Benedetto XVI ha ammonito: “La vera religione rifiuta violenze e totalitarismi”, e condannato la stregoneria e gli spiritismi, invitando la chiesa a combattere tali pratiche.

Davanti al corpo diplomatico del Paese e al presidente Paul Biya, Benedetto XVI ha ribadito la posizione della Chiesa cattolica che è impegnata in una “lotta efficace” contro l’Aids e le altre epidemie che colpiscono l’Africa. Prima di lasciare il Camerun, Ratzinger ha salutato un gruppo di pigmei, che gli hanno donato una tartaruga, simbolo della longevità. Il Papa ha ringraziato e portato l’animale sull’aereo, assicurando di portarlo in Vaticano. “Dio benedica questo bellissimo Paese, l”Africa in miniatura’”, conclude il Pontefice, prima di volare in Angola.

A Luanda le polemiche non sembrano affatto attenuarsi. Ratzinger
si è concentrato però sul Paese, martoriato da 27 anni di guerra e chiesto pace e riconciliazione. “Vengo da un Paese dove ideologie devastanti hanno agito sotto la falsa apparenza di sogni e illusioni facendo pesare sopra gli uomini il giogo
dell’oppressione”, ha esordito il Papa, paragonando l’Angola alla sua Germania. Poi, davanti alle autorità politiche e civili
dell’Angola, Benedetto XVI ha criticato le politiche degli organismi sovranazionali che, in Africa, “promuovono l’aborto tra le cure della salute materna”. Sabato sera, abbracciando oltre 30mila giovani del Paese, Ratzinger li ha incoraggiati a “osare e ad avere il coraggio di scegliere il matrimonio o la vocazione sacerdotale”. La festa si è trasformata però in tragedia. Nella calca sono rimaste vittime due ragazze, e una quarantina i feriti. Ieri mattina, davanti a una folla di un milione di fedeli, il papa ha ammonito: “La cupidigia fa schiava l’Africa”. Ed ha invitato l’Angola ad avere il coraggio di alzarsi e guardare il futuro con speranza.

Ssa

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