VARESE Grandissimo il successo riscosso da Agrivarese, la fiera dell’agricoltura organizzata dalla Camera di Commercio di Varese insieme a Comune, Provincia, Regione e le associazioni di categoria. Fin dal primo mattino il flusso di persone è stato continuo. «Siamo fieri di questa fiera – ha detto Bruno Amoroso, presidente della Camera di Commercio, ripetendo il gioco di parole che è diventato lo “slogan” della manifestazione – Gli animali non sono stonati qui nel salotto dei Giardini Estensi perché
riflettono lo spirito della città». Star della giornata sono stati i cavalli, la scrofa con i porcellini, le capre, le pecore e le galline. Particolare curiosità ha riscosso l’esposizione di conigli (nani e non) che ha visto la partecipazione dell’allevatore amatoriale Tiziano Mussi, volto noto già 20 anni fa quando la fiera si svolgeva a Varese. Non sono mancate anche dimostrazioni di “coccole” per far vedere come i conigli gradiscano essere accarezzati sopra gli occhi e vicino alle orecchie.
Visto il successo dell’evento tutto lascia pensare che la prossima edizione della fiera possa svolgersi ancora a Varese, abbandonando Busto Arsizio dove si è ripetuta negli ultimi 5 anni. «Meglio puntare sulla città – conferma Pasquale Gervasini, presidente di Confagricoltura – I Giardini Estensi favoriscono un grande richiamo di pubblico. Le persone, anche le signore che vengono in corso con il “tacco 12”, hanno così l’occasione di vedere gli animali e capire cosa c’è nel nostro territorio. Di fatto non si tratta di una “prima”, ma di un ritorno, considerato che la fiera si svolgeva a Varese nel passato».
La manifestazione è stata organizzata con lo scopo di promuovere le produzioni agroalimentari della provincia. «Bene puntare sulla qualità, ma non bisogna dimenticare la quantità – continua Gervasini – Questa fiera consente di far conoscere i prodotti ed è funzionale a far capire che la nostra non è solo la provincia con le ali, del tessile e della meccanica, ma anche dell’agricoltura». Giovanni Giubilini, presidente della Cia, pensa che la location varesina vada bene, ma che l’evento debba durare almeno
tre giorni: «La cornice è appropriata, gli animali sono stati disposti nel modo migliore, ma mi sembra che l’evento sia troppo breve. Il fatto che Varese, una provincia fortemente industrializzata, vada ad ospitare questa manifestazione agricola ha un significato simbolico molto alto e la discontinuità con Busto Arsizio deve essere vista come un rinnovamento. L’anno prossimo dobbiamo valutare la disponibilità di qualche giorno in più. Una fiera che ambisce ad essere punto di riferimento non si può esaurire in poche ore».
«L’innovazione non si fa solo con la tecnologia, ma anche con un modo diverso di presentarsi al pubblico – aggiunge Fernando Fiori, presidente di Coldiretti e di Promovarese – L’esperimento è andato bene». Qualche persona, nel pubblico, ha notato che non tutti gli animali avevano acqua nei recinti e che i box erano di piccole dimensioni, ma gli allevatori hanno confermato che l’acqua è stata regolarmente somministrata.
Adriana Morlacchi
f.tonghini
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