VARESE «Troppe case sfitte». Alla notizia di famiglie che hanno ripiegato sul campeggio come dimora per affrontare la crisi, si leva l’appello del prevosto di Varese a chi dispone di un appartamento vuoto. «Il lavoro e la casa sono di fatto da sempre i problemi fondamentali di chi è in difficoltà economica: la crisi non ha risolto, anzi ha contribuito ad aggravare la situazione generale. È per questo che non mi meraviglia la scelta del campeggio. Mi viene da fare una considerazione: in Varese ci sono anche case non affittate e che forse, messe a disposizione, potrebbero contribuire a risolvere qualche problema, anche se spesso gli affitti che vengono proposti non sono certo sostenibili da persone che hanno difficoltà di questo tipo».Solo al camping di Azzate/Buguggiate, il “Parco Residenziale Sette laghi”, sono trentacinque le famiglie che hanno lasciato le loro case e si sono trasferite a vivere in roulotte, risparmiando di fatto circa 400 euro al mese rispetto all’affitto di un appartamento.«La crisi economica è un fatto tangibile e le persone in difficoltà perché hanno perso il posto di lavoro fa aumentare il numero di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Sono gli stessi dati del Fondo Famiglia, istituito dal cardinale, a darci la concretezza dell’incremento delle famiglie indigenti a seguito della congiuntura economica negativa». Gli ultimi dati disponibili del Fondo Famiglia dicono che sono 509 le famiglie varesine
aiutate dalla diocesi su 747 domande pervenute, mentre il valore complessivo erogato nella zona pastorale di Varese è di oltre un milione di euro. Anche per la Caritas varesina il fenomeno delle sistemazioni “low cost” sulle rive del lago è un significativo indicatore di una situazione complessa della quale non si vede ancora la fine. «Scelte di questo genere sono estreme, un passo prima del baratro: pur di risparmiare e garantire un tenore di vita minimo si fanno scelte originali, ma ciò non toglie che si tratti di un altro indicatore dello stato in cui si trovano le famiglie normali oggi – spiega Mario Salis, della Caritas – Famiglie normali che vivevano grazie a un lavoro pagando mutuo o affitto, ma per le quali se appena appena il lavoro s’incrina diventa difficile andare avanti». Condizioni difficili che anche nella ricca Varese sono ormai all’ordine del giorno per chi, come Caritas, è in prima linea al fianco dei bisognosi. «Quelle che incontriamo sono facce nuove, ma ci domandiamo quante altre situazioni di fragilità ci siano. Situazioni che per dignità o perché si dicono che ce la faranno non si rivolgono a noi. Il nostro punto di osservazione ci consente di rilevare solo alcuni indicatori che, però, rivelano una situazione ancora seria e preoccupante, che dicono che una vita dignitosa non è più uno status quo, ma un obiettivo cui tendere». Elena Botter
s.bartolini
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