Sannino, due sole regole “Niente calcoli e stadio pieno”

Sannino, due sole regole “Niente calcoli e stadio pieno”

BENEVENTO (fra.ca.) Davanti ai giganti, davanti a chi si sente troppo grande per poter stare in serie C, si può continuare a far finta di essere piccoli: è il segreto del Varese. Beppe Sannino quasi si diverte: «Mi trovo in un mondo più grande di me: questi playoff, questo clima, questo stadio bellissimo e tutti questi giornalisti. Forse mi sento più a casa nel mio piccolo bozzolo del Franco Ossola, non sono abituato a tanta importanza».Mister: ma la partita?Per il Varese questo è stato un grandissimo pomeriggio: abbiamo ottenuto un risultato importante, e prima della partita avremmo tutti messo la firma su un pareggio così.Prima, forse: ma dopo?Va bene così, davvero. E’ un risultato dalla doppia valenza: per noi va bene, è chiaro, però domenica prossima il Benevento dovrà venire a Varese per vincere a tutti i costi.E sarà dura.Sarà durissima: loro sono una grandissima squadra e ora mi sono accorto che stanno pure in salute. Dal canto nostro, dico

che sono ancora una volta meravigliato dalla capacità dei miei di soffrire, di resistere e rilanciare ogni volta.Due volte in vantaggio, due volte recuperati: ma non brucia un po’?Avevamo di fronte una grande squadra, anzi di più: il Benevento non dovrebbe essere qui a giocarsi i playoff, è dall’inizio dell’anno che dico che questi sono sullo stesso piano del Novara. Noi, no: noi eravamo partiti con altre idee e obiettivi diversi. Però siamo capaci di soffrire, questo è il nostro segreto: il Benevento ha delle individualità pazzesche, noi attingiamo forza dalla nostra compattezza.Il rigore non c’era.L’arbitro l’ha dato, quindi c’era. Semmai è il primo gol preso a farmi incazzare, perché è arrivato per colpe nostre.Compito a casa in vista del ritorno?Chi fa calcoli, ha già perso in partenza. Noi siamo venuti qui per vincere, e faremo lo stesso tra sette giorni: sarebbe bellissimo vedere uno stadio pieno, perché qui a Benevento abbiamo visto quanto è importante la spinta del pubblico.

m.lualdi

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