Roma, 16 set. (Apcom) – Walter Veltroni torna a parlare dopo la ‘lettera agli italiani’ e in oltre un’ora di intervista a Repubblicatv spiega le ragioni che lo hanno spinto a scendere in campo con un’iniziativa politica precisa, un documento e forse un movimento, per tornare allo spirito originario del Pd, quello della vocazione maggioritaria e per il bipolarismo. L’ex sindaco assicura di non volersi candidare “a nulla”, Bersani è il segretario, “riconosco la sua leadership”, ma per la corsa a palazzo Chigi “non escluderei una personalità esterna, come fu Romano Prodi nel ’96”.
Il punto di partenza del suo intervento e del documento scritto con Fioroni, dice, “è che i sondaggi dicono che il Pd è al 24,6%, questo è un dato che dovrebbe preoccupare tutti”, ecco perchè chiedere un rilancio “non significa segare l’albero ma puntellarlo”. Non ci sta l’ex segretario ad essere descritto come l’uomo che divide e crea problemi al Pd e lo spiega ricordando come invece la sua leadership fu messa duramente in discussione fino a spingerlo alle dimissioni. “Meglio la lealtà di chi dice ciò che pensa dell’ipocrisia di un finto sostegno che nasconde colpi bassi”.
“Tutto quello che faccio e farò lo faccio per il Pd e nel Pd”, assicura Veltroni smentendo ogni ipotesi di voler lasciare il partito che “ho contribuito a fondare e a cui ho creduto prima di tanti altri” e poi aggiunge “l’unità è un valore a
cui ho consacrato una vita, e per cui ho persino sacrificato un
pò di innovazione, la si costruisce insieme, ma dicendosi la
verità”.
Gal
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