Roma, 24 lug. (Apcom) – La fondazione FareFuturo presieduta da Gianfranco Fini contesta il modo in cui nel dibattito politico vengono liquidati come “moralismo” molti atteggiamenti positivi.
“Inconsistente eppure incisiva, l`accusa di ‘moralismo’ (che spesso viaggia in coppia con quella di ‘giustizialismo’) è diventata un leitmotiv di questo scorcio di politica estiva”, scrive ‘Ffwebmagazine’, periodico online della fondazione FareFuturo. “Forse è ‘moralismo’ – scrive Federico Brusadelli – parlare, come ha fatto il capo dello Stato ieri, di ‘squallore’ e ‘indignazione’ per i fatti della cosiddetta P3. Forse è ‘moralismo’ chiedere (e sono sempre parole di Napolitano) di ‘intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o deviazione nella vita pubblica e nei comportamenti di organi dello Stato pur senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle istituzioni’. Forse è moralismo sperare che la politica sia sempre un po` migliore del paese che rappresenta e non ne sia lo specchio deformante. Forse è moralismo dire che, senza tanti giri di parole, chi ruba è un ladro e che un mafioso non è un eroe. Forse è moralismo ricordare che il sacrosanto garantismo non può trasformarsi in innocentismo a prescindere (valido solo per i ‘nostri’, oltretutto). Forse è moralismo aspettarsi più sobrietà dalla politica. Forse è moralismo invocare luce sui fatti oscuri della nostra storia recente. Forse è moralismo ricordare che le istituzioni (ma soprattutto gli uomini che le rappresentano) possono e devono servirsi di quel formidabile strumento che è l`esempio, e che vale da solo più di mille leggi, di mille discussioni, di mille sentenze”.
“E allora – conclude il periodico della fondazione FareFuturo – se tutto questo significa ‘moralismo’, viene il dubbio che non sia un insulto. E che, anzi, sia sempre più il caso di dichiararsi, ad alta voce, ‘moralisti'”.
Red/Ska
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