Roma, 24 lug. (Apcom) – La “spazzatura spaziale”, ovvero i micro-destriti lasciati in orbita da vettori, laboratori automatici, astronauti costituiscono un rischio per i satelliti artificiali e la stessa Stazione spaziale Iss. Un impatto con un oggetto anche di pochi centimetri che viaggia a 30mila chilometri l’ora può essere devastante. Per questo è essenziale catalogare e seguire i tracciati di tutti i micro-oggetti che girano intorno alla Terra. La società australiana Electric Optic Systems ha annunciato di avere realizzato un sistema laser in grado di tracciare e tenere sotto controllo i micro-rifiuti.
Il direttore della società, Craig Smith, afferma che il laser sviluppato dai suoi tecnici è in grado di tenere traccia “con grande precisione” di oggetti spaziali fino a 10 centimetri di grandezza. Sono almeno 200mila gli oggetti più piccoli di un centimetro che circolano ai limiti della stratosfera, e altri 500mila misurano da uno a dieci centimetri.
Il sistema laser sviluppato dalla società australiana si basa su una rete di stazioni traccianti sparse in punti particolari del globo. Il sistema è stato sviluppato grazie a un contributo del governo australiano di 3,5 milioni di dollari Usa.
Fus
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