Strasbburgo, 25 mar. (Ap) – La questione olocausto torna a infiammare gli animi. Oggi al parlamento europeo il capo dell’estrema destra francese Jean-Marie Le Pen è tornato a ribadire le sue note e controverse tesi. Le Pen ha infatti accusato il parlamentare socialista Martin Schulz di averlo diffamato accusandolo di essere un negazionista. Non ho mai sostenuto che le camere a gas non siano esistite, ha detto Le Pen, ho detto solo che furono un “dettaglio”.
“Mi sono limitato a dire che le camere a gas sono state un dettaglio nella storia della seconda guerra mondiale, cosa che è sotto gli occhi di turno” ha detto Le Pen sfidando i fischi e le urla dell’emiciclo.
Ma la sparata di Le Pen non è soltanto l’ennesimo episodio in una lunga serie di eccentriche o scandalose esternazioni del vecchio leader della destra francese. A preoccupare, a Bruxelles e Strasburgo, è infatti una questione di ordine più politico e isituzionale. Si profila infatti il rischio che dopo il voto di giugno, la prima seduta del parlamento europeo possa essere presieduta proprio da Le Pen in qualità di ‘decano’ degli eletti. E proprio Schulz si era fatto portavoce ieri di tutti coloro che proprio per scongiurare una simile eventualità chiedono una “modifica del regolamento”.
VGP
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