GAVIRATE C’è anche il padre del Centro Geofisico Prealpino del Campo dei Fiori, il compianto Salvatore Furia, nella lunga carrellata di personalità di spicco ad aver frequentato da cliente la storica pasticceria Veniani di Gavirate. Un cliente assiduo del locale che negli anni Cinquanta tra un sorso di caffè e un boccone di dolci sognava di dare vita a una struttura da fantascienza, inimmaginabile per quel periodo. Una struttura diventata però realtà. L’aneddoto è emerso proprio nel giorno dei festeggiamenti per la celebrazione dei 135 anni di vita del negozio che ha dato vita ai mitici «Brutti e Buoni», i tradizionali dolci nati a Gavirate grazie al genio e alla creatività di Costantino Veniani, il fondatore della pasticceria. Così, nel giorno della festa affiora la storia con i suoi personaggi più suggestivi. Personaggi che avevano imparato ad amare la provincia di Varese anche grazie ai suoi prodotti tipici. «Negli anni Cinquanta – racconta Giuseppe Clerici, uno dei discendenti della grande famiglia Veniani – si era formato un bel gruppo di persone. Tra queste c’era anche il professor Furia. Portava con sé un piccolo telescopio, lo posizionava proprio nella piazzetta davanti al negozio. Mostrava e spiegava a tutti quel che c’era nel cielo. Era un grandissimo appassionato. Ogni volta ripeteva che avrebbe voluto realizzare un piccolo centro per le previsioni meteorologiche. Già allora diceva quello che avrebbe voluto fare. Nessuno dava peso a quelle parole e scherzosamente gli amici
lo prendevano in giro ma poi alla fine ce l’ha fatta mettendo in piedi una struttura di portata internazionale». Chi non ci credeva si è dovuto ricredere. Nel corso degli anni la pasticceria si è trasformata in un punto di riferimento per tanti personaggi di calibro. Affondando la propria storia fino a 135 anni fa. Una lunga sequenza che si è estesa a scrittori, stilisti, giornalisti, musicisti e quant’altro. Da queste parti passò più di una volta, diventando una cliente affezionata, persino la regina Elena di Savoia: «Per omaggiare sia lei che Giuseppe Verdi – racconta Clerici – il bisnonno aveva ideato questi due dolci dandogli il loro nome. Così sono nati la torta “Verdi” e i biscotti “Elena”. La torta Verdi fu poi presentata a Varese durante l’esposizione del 1901. La regina Elena di Savoia quando veniva a Ternate a trovare la contessa Leonardi si fermava qui in piazza e veniva a trovarci. Era una grande appassionata di dolci». La raffinatezza di una regina al cospetto della regalità di un dolce che nel corso di decenni di storia si è fatto apprezzare dappertutto. «Guido Morselli – racconta Clerici – legava il suo cavallo e poi entrava nella pasticceria. Si metteva sempre al solito tavolino, lì nell’angolo, e scriveva in favore di luce». E’ questo il sapore della storia che affiora e che per un momento dà un gusto ancora più dolce alla pasticceria gaviratese. Pino Vaccaro
s.bartolini
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