Roma, 27 mag. (Apcom) – Nella sala scende letteralmente il gelo:
quando Silvio Berlusconi chiede alla platea di Confindustria di
dare il ‘nulla osta’ alla nomina di Emma Marcegaglia a ministro
per lo Sviluppo, gli imprenditori restano immobili. In pochissimi
alzano la mano come chiesto dal premier, che si trova con il
coupe de théatre stroncato dalla platea dell’Assemblea di viale
dell’Astronomia. “Nessuno alza la mano? Non volete? Allora –
tenta il salvataggio in corner Berlusconi – non ve la potete più
prendere coi poveracci al governo, che hanno ereditato questa
situazione”.
Eppure il premier aveva provato la solita carta dell’imprenditore
tra gli imprenditori, aveva abbandonato il discorso scritto,
aveva salutato il centenario “della nostra Confindustria”, aveva
assicurato di condividere in pieno, “salvo due o tre punti”,
l’intervento della presidente, aveva riconosciuto le difficoltà
del Governo e chiesto esplicitamente “aiuto” alla Confindustria e
alla Marcegaglia: “Per la prima volta c’è un premier
imprenditore, che cerca di comportarsi come nella sua impresa,
con concretezza, ma non basta. Perchè le difficoltà sono molte.
Ho bisogno di essere aiutato” visto che “intervenire e cambiare
la situazione è di una difficoltà assoluta ed estrema”. Ma
stavolta il colpo a sorpresa non è riuscito.
Così come fredda è stata la risposta dei “colleghi imprenditori”
alla richiesta di Berlusconi di “dare una mano” perchè “dopo la
manovra possiamo fare di più, anche con vostri interventi
personali. Conoscete l’indirizzo di Palazzo Chigi chi volesse
darsi disponibile a contribuire all’operato del Governo sappia
che ci siamo: “il Governo ha tante di quelle idee su come
utilizzare le capacità degli imprenditori che nessuno resterà
deluso”.
Al premier non resta che provare a riscaldare la platea
ricordando “tutto quello che abbiamo fatto in questi due anni
nella direzione delle vostre richieste, e abbiamo fatto molto”, e
garantendo la stabilità della maggioranza e la coesione del
Governo, coinvolgendo anche il ‘duellante’ Gianfranco Fini: “Sono
sicuro che la maggioranza sarà coesa e unita” nei voti in
Parlamento sulla manovra, “c’è qui Gianfranco Fini che potrà
garantire come faccio io che alla Camera maggioranza sarà coesa e
unita e rispetterà il mandato degli elettori”.
Rea
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