Stupri; Roma, nuovo giro di vite contro i campi nomadi

Stupri; Roma, nuovo giro di vite contro i campi nomadi


Roma, 26 gen. (Apcom)
– E’ in arrivo un nuovo giro di vite contro
i campi nomadi a Roma dopo gli episodi di violenza sessuale dei
giorni scorsi. Lo ha annunciato il prefetto della capitale,
Giuseppe Pecoraro, al termine della riunione del consiglio
provinciale per l’ordine e la sicurezza, al quale hanno
partecipato anche il sindaco, Gianni Alemanno, il presidente
della Regione Lazio, Piero Marrazzo, quello della Provincia,
Nicola Zingaretti e il questore, Giuseppe Caruso.

“Roma è una città sicura – ha detto Pecoraro – perché i reati
sono in diminuzione. Questo però non impedisce al Comitato – ha
proseguito – di valutare fatti gravissimi come lo stupro avvenuto
a Guidonia e quello di Capodanno, e prendere provvedimenti per
quanto riguarda i campi nomadi”.

In primo luogo, ha spiegato, occorre la “eliminazione degli
insediamenti abusivi per espellere tutti coloro che non hanno
diritto a permanere sul territorio italiano e per trasferire nei
campi autorizzati coloro che, invece, hanno questo diritto”. Si
tratta del primo elemento di un piano in sei punti che darà
seguito, ha spiegato, al censimento realizzato dalla Croce rossa
nei mesi passati. Quella, ha sottolineato, “è stata la necessaria
premessa del lavoro che andremo a compiere ora”.

Il documento presentato da Pecoraro prevede “l’adozione di un
nuovo regolamento per gli insediamenti autorizzati”, oltre a un
nuovo censimento, con l’avvio di “un’azione in tutti i villaggi
autorizzati gestiti dal Comune di Roma, per una ricognizione
degli aventi titolo a permanere e per adeguare le strutture dei
campi”. Per il prefetto occorre poi “promuovere il tutoraggio dei
diversi campi autorizzati da parte di realtà della società civile
in grado di realizzare azioni volte alla viabilità,
all’integrazione e alla formazione professionale”. Infine si
prevede, si legge nel documento, il “trasferimento dei nuclei
familiari più avviati all’integrazione, presso comuni che
aderiscono a progetti di inclusione sociale”.

Apa

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