Abusi sessuali sulla nipotina Sette anni di condanna al nonno

Abusi sessuali sulla nipotina Sette anni di condanna al nonno

VARESE L’inferno dentro e il diavolo alla porta: e chissà se davvero la sentenza pronunciata ieri in tribunale a Varese riuscirà a riportare serenità in una famiglia nel quale un orco per decenni ha fatto il bello e il cattivo tempo. Abusando prima della figlia, e poi della nipote. Ed è per le violenze su quest’ultima – una bambina che all’epoca dei fatti, l’agosto del 2008, aveva appena 8 anni – un sessantenne è stato condannato a 7 anni e mezzo di carcere: è quanto disposto dal collegio giudicante di Varese, presieduto dal giudice Orazio Muscato, al termine del processo contro un residente in un paese dell’Alto Varesotto. Fu arrestato lo scorso anno ad ottobre, al termine di una fuga in Svizzera. È un operaio incensurato che lavorava in Svizzera. Ma dal suo passato emerge una storia se possibile ancora più orribile: per oltre vent’anni infatti avrebbe avuto rapporti sessuali anche con la figlia; rapporti iniziati quando non aveva nemmeno 8 anni, proseguiti nell’adolescenza e persino dopo il matrimonio della ragazza. Per ora, tuttavia, è stato processato solo delle pesanti molestie nei confronti della nipotina. I fatti contestati risalgono all’agosto 2007. In un’occasione la bimba sarebbe stata portata dal nonno nel garage di casa. Lì l’uomo l’avrebbe palpeggiata e poi si sarebbe masturbato davanti a lei. Quindi avrebbe ricattato la piccina dicendole più

o meno: «Se non stai zitta e se non mi lasci fare, non ti vorrò più bene». La piccola, impaurita, ha ubbidito. Ma è bastata un’ingenua domanda (dopo una serie di esami per capire il perché di alcuni disturbi alimentari) a far cadere il fragile castello dei segreti. Davanti a tanta enormità, la madre della bambina non è riuscita a tacere. E insieme al marito e ai due fratelli, ha affrontato il padre a muso duro. Dopo il “processo” dentro le mura di casa, il 60enne è stato giudicato colpevole. Il giorno dopo la famiglia pressoché al completo è andata in questura. E lì l’uomo avrebbe sostanzialmente ammesso le proprie colpe. Tra l’altro, dai racconti della bambina agli inquirenti emerge che ci sarebbe stato almeno un altro episodio di molestie. Ma purtroppo non è finita. Uno degli zii ha raccontato ai poliziotti di aver già notato, quando era molto piccolo, comportamenti sospetti da parte del padre. Un giorno, incuriosito, il bimbo si sarebbe nascosto sotto il letto dei genitori: e così avrebbe scoperto la relazione incestuosa, rimasta poi sepolta nelle mure di casa. In questura, davanti alle rivelazioni del fratello, la donna (oggi poco più che trentenne) sarebbe crollata. E ai poliziotti avrebbe confessato di essere stata l’amante del padre per oltre vent’anni, con una frequenza di almeno due rapporti al mese.

s.bartolini

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