Omicidio di via Ravasi Adesso parla l’imputato

Omicidio di via Ravasi Adesso parla l’imputato

VARESE Il traffico internazionale di cocaina. Le armi utilizzate per intimorire gli avversari e minacciare chi non pagava. Victor Dario Ramirez Ravelo, 42 anni, in carcere per l’assassinio di Saad Heddine Tarek, ha parlato per una giornata intera, ieri in Corte d’assise, nell’aula bunker del tribunale di Varese, accanto ai suoi legali avvocati Paolo Bossi e Giancarlo Trabucchi. Incalzato dal pm Agostino Abate, il dominicano ha ricostruito le giornate che hanno preceduto l’omicidio di via Ravasi, nel novembre del 2008.

Ha ammesso di far parte di una complessa organizzazione dedita al traffico internazionale di stupefacenti, che si occupa di far arrivare a Malpensa tutti i giorni o quasi persone che trasportano la cocaina nella propria pancia, all’interno di capsule apposite, i cosiddetti ovuli. Ha raccontato dove aveva comperato il coltellaccio tipo Rambo (in un negozio di armi a Milano), con il quale ha affrontato uno spacciatore, tale Carlos, e il suo guardaspalle, Otto, colpevoli di uno sgarro (per non avere pagato una partita: ammanco al quale Ravelo ha rimediato rubandogli la macchina).

Insomma, ha accettato di rispondere alle domande non facili del pm, rivelando circostanze che sono oggetto di una indagine stralcio, sul traffico internazionale di droghe, appunto. Le sue dichiarazioni proseguiranno nell’udienza del 14 giugno, quando probabilmente il pm gli chiederà di ricostruire la giornata di domenica 7 novembre 2008, le circostanze che hanno portato all’incontro con il marocchino e la sua uccisione, di cui il dominicano non si sente responsabile (è già stato condannato con rito abbreviato a 30 anni il connazionale Daniel Calcano).

L’udienza si era aperta con l’interrogatorio di Ilaria Miola, 25 anni, di Monvalle l’ex ragazza di quest’ultimo, passata nel corso dell’ultima udienza dalla posizione di teste a quella di indagata: assistita dall’avvocato Alessandro Favata, si è avvalsa della facoltà di non rispondere.

Franco Tonghini

f.tonghini

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