Troppi morti sulle strade"Potenziamo l’autovelox"

Troppi morti sulle strade"Potenziamo l’autovelox"

VARESE E siamo a quota sei. Sei morti sulle strade solo nel mese di marzo, tra l’altro non ancora concluso, con la donna deceduta martedì in seguito al violento impatto della sua Fiat Uno con l’autobotte dei vigili del fuoco a sirene spiegate. Uno stop con scarsa visibilità, distrazione veniale, imprevisti sul percorso: sono i fattori più svariati a causare

gli impatti mortali, eppure il dato numerico nudo e crudo ci dice che erano stati soltanto due nello stesso mese del 2008. Piccoli numeri e limitato valore statistico, certo, fatto sta che le campagne che per tutto l’anno hanno riferito di aumentati controlli con l’autovelox e alle prove dell’etilometro non sembrano averci fatto fare grandi passi avanti nella sicurezza stradale.

Pronto a smentire la discussa utilità dei controlli, il comandante della Polstrada Alfredo Magliozzi, con statistiche alla mano. «In ambito autostradale con il tutor si sono ridotti del 50% gli incidenti già poco numerosi, infatti si sta installando in questi giorni anche sull’Autolaghi e sarà operativo a breve, mentre per quanto ci riguarda l’autovelox che abbiamo messo subito dopo lo snodo con la A9 ha ridotto l’incidentalità del 90%». Tre o 4 gli incidenti che si registravano ogni mese in quel punto prima dell’installazione del dannato strumento, oggi abbattuti a uno zero tondo tondo. «La maggior parte della gente arrivava a velocità sostenuta, poi si trovava la curva cieca che nascondeva magari la coda o un rallentamento: i tamponamenti erano facilissimi». In ogni caso niente a che vedere con la mortalità, cosa che assume ben altra rilevanza quando si parla di strade urbane e di scorrimento. «Domenica pomeriggio sono uscito con le pattuglie per controllare la situazione. Abbiamo fermato una persona in sella a una Yamaha di cilindrata 1.100 che alle 4 del pomeriggio aveva 0,70 di alcolemia e diceva di essersi alzato da tavola all’una e mezza: significa che fino a un’ora prima stava girando in moto ubriaco. Ma abbiamo trovato anche 6 carte di circolazione non valide, revisioni scadute, e tantissime moto modificate, nonostante siano mezzi che escono dalla casa con una potenza non indifferente. Inclinano la targa oltre i limiti di legge e la taroccano con lo scotch o altro, e vuol dire una cosa sola, che questi escono dal garage di casa avendo già un’idea malsana in testa».

Ma i risultati dei controlli qualche volta lasciano davvero a bocca aperta. L’autocarro fermato qualche sera fa in via Sanvito ad esempio, pieno centro di Varese, con il conducente a 2,34 di alcolemia; o il motociclista sulla Sp 629, 178 km/h riscontrati a fronte del limite di 80. Tutti mezzi poi confiscati. «Sta dilagando anche la pratica di viaggiare senza assicurazione: ne scannerizzano una vecchia, cambiano i dati e la ristampano, poi espongono il tagliandino falsificato sul vetro dell’auto. Non è

un problema perché la differenza si vede e ce ne accorgiamo subito, ma la gente ci prova sempre». E non è colpa della crisi economica, per il comandante. Insomma, è vero che esiste la fatalità ed è vero che possono incidere diversi fattori, tra i quali anche la struttura delle strade o degli incroci, ma il primo imputato resta sempre il conducente ed è per questa ragione che secondo Magliozzi i controlli fanno la loro parte nella riduzione degli incidenti. Francesca Manfredi

s.bartolini

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