New York, 28 mag. (Apcom) – L’operazione “top kill” starebbe in
parte fermando la fuoriuscita di petrolio dal Golfo del Messico,
secondo quando comunicato dalla Guardia Costiera americana.
Tuttavia, come detto dell’ammiraglio Thad Allen, le prossime
12-18 ore saranno “cruciali” per fermare in modo permanente
quello che è già diventato il peggior disastro petrolifero della
storia americana. Ma prima di 48 ore, ha spiegato
l’amministratore delegato di Bp Tony Hayward, non ci saranno
certezze sull’esito di questo tentativo.
L’ammiraglio Allen ha parlato alla trasmissione Good Morning
America di Abc questa mattina. Una “top kill”, che consiste
nell’iniettare fango e liquidi ad alta densità nel pozzo per
arginare il petrolio, non è mai stata tentata prima d’ora a
queste profondità. La sfida principale, ha detto Allen, sarà
quella di rendere stabile la struttura affinché possa sostenere
in modo permanente la pressione del petrolio in profondità.
L’ammiraglio ha spiegato che la massa di fango ad altissima
densità sta respingendo il petrolio e il gas che fuoriescono con
enorme pressione del fondale, ma non ha ancora bloccato la
fuoriuscita o fermato del tutto il flusso.
Il disastro è cominciato lo scorso 20 aprile dopo l’esplosione
della piattaforma off-shore Deepwater Horizon, di proprietà di
Bp. Il colosso petrolifero ha da allora stimato la fuorisucita in
circa 800.000 litri di petrolio al giorno, ma un rapporto del
governo diffuso ieri ha trovato che l’entità del danno sarebbe
molto peggiore, da due a cinque volte tanto.
ALE
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