Oggi Varese fa il bis in tivù Rachele Meazza su Rai Tre

Oggi Varese fa il bis in tivù Rachele Meazza su Rai Tre

VARESE A volte la bravura, l’intelligenza e la spontaneità pagano ancora, come dimostra la storia di una studentessa varesina, Rachele Meazza, che stasera (domenica 19 settembre) alle 23.35 comparirà in video su Rai3 per presentare gli ospiti della nuova trasmissione «CaterNoster», emanazione televisiva della fortunatissima «Caterpillar» radiofonica inventata da Massimo Cirri e Filippo Solibello. Per capire come mai Rachele, che frequenta l’ultimo anno di liceo al «Cairoli», sia arrivata a tanto, occorre ritornare al luglio 2009, e ritrovare Rachele a Bangkok, ospite di una famiglia per frequentare il quarto anno in un Paese straniero grazie al progetto Intercultura, associazione no

profit americana che favorisce gli scambi internazionali per motivi di studio. Figlia di Carlo, fotografo varesino autore di libri e reportage nel mondo, Rachele si è trovata a descrivere in diretta dalla Thailandia la rivolta delle “Maglie rosse” contro il governo, colpevole di non garantire una vera democrazia. «Seguivo “Caterpillar” quasi ogni sera e una volta a Bangkok, sapendo che gli autori della trasmissione cercano corrispondenti non professionisti negli angoli più remoti del pianeta, scrissi una mail ed ebbi immediata risposta. I conduttori mi chiamarono e iniziai a trasmettere via telefono le mie impressioni sulla guerra civile», racconta Rachele.

A diciassette anni, la ragazza ha innate capacità di raccontare i fatti, di dare una propria visione delle cose e conquista Cirri e Solibello, che la chiamano sei volte in tre mesi per aggiornare le notizie. Ritornata in Italia, Rachele viene invitata al Caterraduno di Senigallia e quindi a partecipare al nuovo programma, realizzato all’Audiorium A del centro di produzione Rai di Milano, una sorta di “moviola al contrario”, come l’hanno definito gli autori, che vorrebbe anticipare gli accadimenti in Italia e all’estero nella settimana successiva.
Cosa farai a “CaterNoster”?
«Presenterò gli ospiti attraverso la lettura di una sorta di identikit, preparato dagli autori. La prima puntata sarà dedicata alla scuola e alla moda».
Come è stato il rientro in Italia?
«Traumatico, mi è stato più facile partire. Ero abituata ai ritmi di vita di là, meno frenetici, alla gente più aperta e cordiale. Ho avuto difficoltà anche a scuola: per rimettermi in pari ho fatto un esame di accertamento culturale, nei mesi scorsi non sono quasi uscita di casa per studiare», spiega Rachele, che per seguire al meglio il suo impegno televisivo, sette puntate fino a fine ottobre, ha lasciato l’amatissima pallanuoto.
Come ti trovi a vivere e studiare a Varese?
«La città mi piace, in Thailandia mi mancavano il Sacro Monte e il lago, il cielo azzurro, che là non c’è mai. Il paesaggio mi rasserena, ma trovo che la gente di qui sia estremamente conformista, chiusa a riccio, piena di stereotipi. Anche la maggior parte dei giovani obbedisce a schemi definiti, basta osservare il passeggio del sabato in corso Matteotti».
Mario Chiodetti

s.bartolini

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