Roma, stella Br e minacce morte in locali sindacali San Camillo

Roma, stella Br e minacce morte in locali sindacali San Camillo


Roma, 28 lug. (Apcom)
– Stelle a 5 punte firmate Br e minacce di morte sono apparse questa mattina nei locali delle rappresentanze sindacali dell’ospedale romano San Camillo-Forlanini. La stella è stata disegnata nei corridoi e nelle stanze sindacali di Cisl e Cgil, mentre la scritta ‘A morte’ è apparsa nella stanza della Cgil. Inoltre ha preso fuoco una stanza di un delegato Rsu della Cgil, ma è ancora da verificare se si è trattato di un incendio doloso o di un corto circuito.

“Abbiamo convocato per domani alle 9 un’assemblea del personale con le segreterie regionali di Cgil, Cisl e Uil per dare una risposta immediata a quella che sembra una provocazione, ma che non va per niente sottovalutata”, dice Lorenzo Mazzoli della Fp Cgil Roma e Lazio, “abbiamo denunciato tutto alla Digos, chiedendo di fare immediatametne luce sull’episodio”.

Per il sindaco di Roma Gianni Alemanno “quanto avvenuto è un atto gravissimo, che deve far riflettere ancora di più visto che a essere presi di mira sono i sindacati. Quando le organizzazioni di categoria, la cui missione è quella di difendere i diritti dei lavoratori, vengono fatte oggetto di intimidazioni e violenza vuol dire che si è ampiamente superata la soglia di allarme. Voglio esprimere a Cgil e Cisl tutta la mia solidarietà e augurarmi – ha concluso – che le forze dell`ordine assicurino tempestivamente alla giustizia gli autori del gesto”.

Condanna anche dalla presidente della Regione Lazio Renata Polverini: “E’ un atto vigliacco che condanniamo con la massima fermezza. Non ci lasciamo intimidire da chi usa la violenza e sono vicina ai sindacati che hanno subito gravi minacce”. Secondo le segreterie nazionali di Fp-Cgil e Cisl-Fp “quanto accaduto al Forlanini è un fatto grave. I lavoratori, i delegati e le strutture territoriali hanno tutto il sostegno e la solidarietà delle segreterie nazionali di Fp-Cgil e Cisl-Fp: non ci lasciamo né spaventare né intimidire, né tanto meno sottovalutiamo atti che vanno affrontati con serietà e portati all’attenzione della pubblica opinione”.

Red/Sav

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