Rapina una prostitutaVigilantes in manette

Lo hanno arrestato mentre usciva di casa per recarsi al lavoro: 38 anni, guardia giurata di un istituto di vigilanza privata di Busto Arsizio, è finto dentro per tentata rapina a mano armata. Gli inquirenti sospettano possa averne commesse altre di rapine, sempre ai danni di prostitute. E’ il 20 dicembre 2008. L’arrestato si trova in servizio a Busto. Dice ai colleghi che deve assentarsi un attimo per far fare un duplicato delle chiavi. E’ in divisa e porta con sé l’arma di ordinanza. Esce dall’ufficio e, col cellulare, chiama una massaggiatrice rintracciata da un annuncio. La donna non è asiatica, come forse immaginava, ma fa lo stesso. La sudamericana lo accoglie in casa sua, a Gallarate. Non sospetta

nulla visto che è in divisa. Una volta dentro estrae la pistola: «Fuori i soldi, fai come hanno fatto le tue colleghe che non hanno opposto resistenza, altrimenti ti faccio revocare il permesso di soggiorno». La donna si mette a gridare. Il rapinatore si spaventa e desiste, ma prima di uscire la minaccia perché teme voglia chiamare la polizia. La prostituta non sporge denuncia. Ha paura. Però si cautela e memorizza il numero di cellulare dell’aggressore con «guardia ladron». Alla vittima la polizia risale grazie a fonti confidenziali. In un primo momento nega, poi, messa alle strette, vuota il sacco. Partono le ricerche del rapinatore, individuato grazie al numero di cellulare a lui intestato. Il cerchio si chiude.

f.tonghini

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